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  Home page > Attualità > Europa > I mesi caldi che incrinano il regno Sarkozy
di Francesco Raiola (sito) venerdì 17 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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I mesi caldi che incrinano il regno Sarkozy

La calda estate francese – ben più calda di quella italiana – comincia a investire anche l’Europa. Sono stati mesi molto difficili per l’amico (di Berlusconi) Sarkozy che in pochi mesi ha visto calare la propria popolarità, scesa ai minimi storici. Eppure proprio sui temi della sicurezza Sarkozy aveva riscosso il consenso dei francesi che l’avevano spedito dritto dritto all’Eliseo: un Ministro degli Interni che non le manda a dire e che proprio sulla questione sicurezza, declinata, nel caso particolare, con la cacciata dei Rom (o invito a lasciare la Francia), però, vede il suo regno vacillare e la sua popolarità afflosciarsi, non più solo agli occhi dei francesi, bensì a quelli dell’Europa, in generale, oltre che degli Stati Uniti.
 
Altro che Fini e Berlusconi, le case a Montecarlo, Mirabello e le pose da cartellone di Bersani... oltralpe l’estate è stata ben più calda che da noi. L’affaire Bettencourt che ogni giorno dà nuove sorprese (vedi l’accusa, fatta qualche giorno fa, da Le Monde di essere stata spiata da parte dei servizi segreti francesi), i Rom ovviamente, il burqa, la riforma delle pensioni approvata mercoledì non senza polemiche e richieste di dimissioni, il tutto condito da critiche continue dai quotidiani stranieri (Usa in particolare) e come contorno piccoli scandali che scoppiano quotidianamente e che spesso sono endemici, come l’irrisolto problema delle carceri - tra le peggiori d'Europa - e dei vari conflitti di interesse che sembrano colpire Sarkozy con cadenze precise.
 
Un governo, quello Sarkozy, che è partito con il vento in poppa e che in molti oggi vedono peggiorare e non sono rari i casi in cui l’Italia è il metro di giudizio negativo (come è successo anche per “la cacciata dei Rom”) con cui si misura a quale basso livello della scala etica il governo marchiato Ump sia arrivata. Un Sarko 'piccolo Cesare', erede e innovatore di un berlusconismo di cui ci pregiavamo essere gli unici detentori. Conflitti di interesse, spregiudicatezza politica, accuse di scelte impopolari, gaffe dei componenti del proprio governo... con l’unica differenza che Berlusconi riesce ancora a vincere, o comunque a non perdere, le elezioni intermedie attirando su di sé tantissimi voti e tenendo a distanza oppositori, interni ed esterni, cosa che a Sarko non riesce affatto - basti ricordare la batosta presa alle regionali di inizio anno -, a dimostrazione di come non sempre sia pacifico che l’allievo debba superare il maestro. Ma mai dire mai.
 
Ultimo grattacapo in ordine di tempo le accuse della Commissaria europea alla Giustizia in rapporto alla cacciata del mese scorso di diverse centinaia di Rom. Un’accusa forte quella di Viviane Reding (lussemburghese) venuta, non durante un colloquio ufficiale, ma durante un discorso pubblico in cui il Commissario ha ritenuto giusto paragonare (ma lei parlerà di fraintendimento, dopo la risposta piccata del presidente francese) quello che la Francia fa con i Rom con i rastrellamenti che ci furono durante la seconda guerra Mondiale. Un insulto a cui l’Eliseo ha risposto a muso duro: sembra, infatti, che Sarkozy abbia invitato – non proprio in maniera pacifica – la Reding a portarseli in Lussemburgo i Rom. Un botta e risposta che ha creato una lunga coda di dichiarazioni internazionali tra chi appoggiava la Commissaria (i più) e chi, invece, esprimeva solidarietà al Presidente francese, come ad esempio ha fatto il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi. Coda che si è concretizzata ieri pomeriggio in uno scontro a muso duro tra lo stesso Presidente francese e il Presidente della Commissione Europea Barroso, durante un pranzo in cui si è discusso informalmente proprio della situazione dei Rom, stando a quanto riportato, tra i primi, dal primo ministro bulgaro Boyko Borissov.

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di Francesco Raiola (sito) venerdì 17 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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