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 Home page > Tribuna Libera > I Forconi e la rivoluzione "morbida" dalla Casta

I Forconi e la rivoluzione "morbida" dalla Casta

Prove tecniche di rivoluzione o semplice protesta con rivendicazioni politiche celate? Quale "forza" ha caratterizzato quei giorni di dicembre che hanno fatto tremare la Casta italiana? 

Nessuna rivoluzione, almeno per il momento. I tanto temuti Forconi si sono dissolti come neve al sole. Quel sentimento di protesta collettiva ha dovuto fare i conti con capi-popolo improvvisati, subito sottoposti alla gogna mediatica, e con un Movimento spaccatosi proprio nel momento decisivo in cui la protesta stava per giungere alla capitale.
 
La Casta invece, sentendosi minacciata, si è compattata: politici, sindacati, giornalisti e media in generale hanno fatto fronte comune. Sono stati sufficienti alcuni editoriali con richiami spropositati alla deriva fascista e una legge che forse in futuro ridurrà i finanziamenti pubblici ai partiti, posta come specchietto per le allodole, a cura dei nostri politici.
 
Gli italiani, intesi come popolo, denotano evidenti difficoltà di coesione. Essi si limitano a contestazioni di settore isolate: ognuno per sé e Dio per tutti insomma. Tuttavia, mentre stava prendendo corpo una protesta di massa, ecco i soliti facinorosi infiltrati che riescono a trasformare un'iniziativa pacifica e legittima in pericolosa guerriglia urbana. Un vero autogol insomma: abbiamo dato ragione a coloro che avvertivano sui rischi di un’escalation violenta.
 
Forse ancora non siamo giunti al punto di non ritorno, oppure il popolo si è lasciato ingannare per l'ennesima volta dalle promesse di ripresa per il 2014; devolute gratuitamente dal nostro premier, Enrico Letta. Il simpatico Renzi ha fatto la sua parte con i suoi proclami populisti alla "rottamazione". Il gioco è fatto: un'altra tenue flebo di fiducia, sufficiente affinché la Casta superi indenne almeno le festività natalizie.
 
Eppure basterebbe poco per mettere alla porta l'intero "sistema": non serve una rivoluzione francese, non c'è una Bastiglia da liberare, c'è solo una Nazione che vuole riappropriarsi di sogni e speranze per il futuro. Basterebbe che qualche milione d'italiani si riunisse davanti a Montecitorio, pacificamente ma in maniera costante (modello Gandhi), fin quando la Casta non prendesse atto di essere stata ufficialmente licenziata per ordine del popolo sovrano.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.11) 27 dicembre 2013 10:36

    Da Forconi a Forcojoni è quello il risultato oittenuto. Da subito si era capito che non c’è un legame vero tra loro. Hanno fatto girare voolantini ove riportavano che anche loro come il M5S lottavano per dei diritti comuni. Poi hanno dato smentite a voce, poi hanno ripreso e riconfermato e poi ancora negato. Praticamente hanno fatto quello che voleva la casta: tanto bailamme per nulla. Cominciano a puzzare di strano

  • Di (---.---.---.88) 27 dicembre 2013 15:33

    L’accusa di fascismo era tutt’altro che spropositata...

  • Di (---.---.---.88) 27 dicembre 2013 18:57

    Dei processi di trasformazione radicali della società hanno probabilità di affermarsi se c’è una leadership che rende chiari gli obiettivi da raggiugere e le forze da coalizzare. In assenza di prospettive chiare ogni protesta rischia di sciogliersi come neve al sole.

    Nel caso tuo e per la proposta di riunirsi davanti i palazzi del potere, non capisco cosa dovrebbero andare a fare un milione di persone a Roma. Per quali obiettivi, cacciare la casta? e poi? chi mettere al loro posto i nominati di Grillo e Casaleggio? Ma in fondo poi a Grillo e Casaleggio cosa gliene importa di quello che dici tu visto che il sommo profeta Gianroberto prevede che fra sei anni, nel 2019, scoppierà la terza guerra mondiale e 6 miliardi di persone moriranno?

    Il sommo non ha vaticinato su quanti italiani sopravviveranno all’ olocausto nucleare. Potrebbe pure essere che non ne sapravviverà alcuno, nel qual casa di che ci dobbiamo preoccupare?

    Pensiamo solo a goderci gli ultimi sei anni di vita che ci da Casaleggio.

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