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  Home page > Attualità > Società > Gli scopi umanitari non umani: Madre Teresa di Calcutta
di Gian Carlo Zanon (sito) venerdì 10 settembre 2010 - 27 commenti oknotizie
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Gli scopi umanitari non umani: Madre Teresa di Calcutta

“Nell’ospedale di Madre Teresa a Calcutta, di fatto, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine”.

Ormai è noto a tutti… no, meglio dire: ormai è noto a tutti coloro che hanno capacità e volontà critica nei confronti dei media, e che quindi pensano anziché, supinamente, credere che troppo spesso l’aggettivo umanitario viene ormai usato per nascondere nefandezze e disumanità. “Umanitarie” sono persino le espulsioni dei Rom che servono solo a far vincere le elezioni ai partiti di destra; non dimentichiamo che, come scrisse Hannah Arendt nel suo La banalità del male, la tragedia della shoah iniziò proprio con le espulsioni degli ebrei, per poi, immediatamente dopo, trasformarsi nella tragedia umana che ben conosciamo. Il nazista Eichmann, giustiziato in Israele nel 1961, era l’organizzatore di queste espulsioni, come poi divenne l’organizzatore dei viaggi della morte verso i forni crematori.

“Umanitari” sono anche i campi profughi sparsi per l’Africa, i cosiddetti humanitarian spaces che servono solo ad arricchire dirigenti e amministratori senza scrupoli delle ONG, i quali fanno ammassare, come animali, e senza nessuna protezione, migliaia di persone spendendo un quarto del denaro, messo a loro disposizione dai vari governi occidentali e dalle varie Chiese cristiane, e sottraendone i tre quarti che vanno a finire nelle tasche dei “responsabili” che gestiscono queste organizzazioni “umanitarie”.

Per quanto riguarda il Vaticano, non dimentichiamo che il denaro che “con tanto amore” viene dato alle loro organizzazioni “umanitarie”, è preso dalle tasche degli Italiani i quali, volenti o nolenti, versano l’otto per mille, o una parte di esso alla chiesa Cattolica.

Ho letto ieri l’articolo di Illiric89 il quale sicuramente è in buona fede quando afferma che “Madre Teresa ha dedicato tutta la sua vita all’India e lo ha fatto per aiutare le popolazioni indiane…“, ma la verità, su questa persona che il Vaticano ha fatto santa, è molto diversa da ciò che ci viene propinato quotidianamente con la dottrina dei media. Linda Polman giornalista olandese, nel suo libro inchiesta L’industria della solidarietà, denuncia molte Ong cattoliche che usano il ricatto religioso: cibo in cambio di abiura di proprie convinzioni e conversione. Fra questi “aiuti umanitari” spicca il caso della cosiddetta Madre Teresa di Calcutta. Scrive la Polman: “Ero a Calcutta quando era ancora viva e gestiva un ospedale. Circondato da mura altissime, era il terrore per i bambini che si sentivano dire: guarda che se non stai buono viene Madre Teresa e ti porta via. Di fatto, denuncia la giornalista, varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine. (…) I finanziamenti che riceveva in cifre ingenti non li spendeva per l’ospedale ma li accumulava sul proprio conto”. Oltre alla Polman altri giornalisti hanno denunciato questa ennesima bufala vaticana: Cristopher Hitchens, La posizione della missionaria; Alan Drew Nei giardini d’acqua. Sui pochi giornali italiani che denunciarono questa tragedia umana è scesa una cappa di silenzio cha assomigliava molto ad una pulsione di annullamento.


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di Gian Carlo Zanon (sito) venerdì 10 settembre 2010 - 27 commenti oknotizie
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    di Gian Carlo Zanon (xxx.xxx.xxx.151) 11 settembre 2010 12:21
    Gian Carlo Zanon

    Questo articolo è in difesa dei volontari onesti e una denuncia dei "volontari" disonesti. E poi sappiamio benissimo che i veri volontari sono sempre tenuti all’oscuro di tutto questo.

    Invece di inveire si documenti e ...

    poi se uno vuole continuare a credere anziché pensare, se vuole fare di ciò che non è, ciò che è, beh … francamente ...

  • 7 votes
    di Gian Carlo Zanon (xxx.xxx.xxx.151) 11 settembre 2010 13:29
    Gian Carlo Zanon

    Certamente io ho la pancia piena ma al contrario di molti nonostante l’età ho sempre "il cuore in subbuglio" e anziché credere, supinamente, penso, apro gli occhi, e denuncio le tragedie che altri non vogliono vedere.
    Ripeto io non ho nulla da dire con chi fa volontariato serio, lo faccio anch’io, da anni, quindi non ho proprio nulla da dire.
    Io ha da dire e denunciare ciò che viene tenuto nascosto da benpensanti che credono alle balle dei media perchè è più comodo, in questo modo non mettono in crisi vite costruite sull’annullamento. Io ho da dire qualcosa a coloro che sono in malafede.
    Poi avrei qualcosa da dire anche con chi si dichiara in buonafede: la buonafede può diventare complicità; la buonafede è credenza non un pensiero; la buonafede era di quelli che "non videro" la shoha; la buona fede fa un’identità paralizzante chiusa in un’armatura di ferro, impermeabile al sentire umano; la buona fede è un cilicio che mordendo la mente calma ogni dolore e angoscia dovuti all’annullamento di ciò che è.

     


    Gian Carlo Zanon

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