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 Home page > Attualità > Economia > Gli italiani sono alla fame

Gli italiani sono alla fame

Tre milioni di famiglie italiane (il 12,3 % del totale) non riescono più a mangiare adeguatamente.

E questo attribuendo all’adeguatezza il modesto valore di un pasto proteico ogni due giorni. È il dato più drammatico, tra quelli forniti dalla Coop nel suo annuale rapporto sui consumi.

Leggendolo, cade qualunque illusioni sulla gravità della nostra crisi; fornisce il ritratto di un paese che ha smesso d’appartenere al primo mondo. In cui, se il PIL pro capite è tornato ai livelli del 1996, la spesa per l’alimentazione si è contratta del 14%, negli anni tra il 2007 e il 2013, fino a tornare ad essere quella degli anni 60, quando il benessere doveva ancora arrivare per tanta parte delle popolazione. In cui si spendono, per capirci, 2.400 euro l’anno pro capite in alimenti, mentre nel 1971, a prezzi costanti, se ne spendevano 2.600.

Un paese in cui la fame è diventata esperienza quotidiana per il 21% delle persone con più di sessantacinque anni; per il 18,8 delle famiglie residenti nel Mezzogiorno, il 18,3% di quelle che hanno tre o più figli, il 17,7% di quelle monoreddito e il 14,6% di quelle con un solo genitore.

Un tempo si parlava di emarginazione e disagio. Il disagio è diventato dramma e non coinvolge solo frange della società. Non sono alla disperazione, ma rischiano di precipitarvi quattro milioni di famiglie italiane: tante sono quelle che riescono a stare a galla, senza avere però le risorse per far fronte ad una spesa imprevista anche di soli 800 euro. Disperate sono già quelle che invece riescono ancora a mangiare decentemente, ma nulla più; altri due milioni di famiglie il cui reddito non arriva al 40% di quello medio.

In totale sono nove milioni, il 38,5% del totale, quelle considerate in condizioni disagiate. Poche meno, il 29% secondo Eurostat (ma il dato è del 2011) quelle a “rischio di esclusione sociale”.

Un termine improprio, a questo punto, e a suo modo ottimista: in una società dove la fame è diventata normale, la povertà è ormai semplicemente la regola.

Una situazione la crisi finanziaria ha aggravato, ma le cui cause sono vecchie di almeno un trentennio. Un paese che deve trovare il modo di ripartire, avendo sul groppone la zavorra di un debito quasi fuori controllo e con un bilancio dello Stato che assorbe già il 50% del Pil.

Che al centro del nostro dibattito politico vi sia altro è demenziale. Che il nostro ceto politico continui ad essere il meglio pagato al mondo è vergognoso. Che si spenda ancora un miliardo l’anno per permettergli di scorrazzare in auto blu è rivoltante. Sì, da vomito.

E questo non è qualunquismo, grillismo o altro. Solo senso della decenza.

 

Foto: Franco Follini/Flickr

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.62) 28 ottobre 2013 17:58

    E’ sbagliato descrivere la crisi economica come un problema di debito pubblico di alcuni stati. Questo lo ammettono ormai anche alla BCE

    La causa dei nostri problemi è stato il debito PRIVATO che negli anni tra il 1995 e il 2009 è passato dal 99,6% al 221%! 
    L’origine dei nostri mali è il pesante, e prolungato, passivo delle partite correnti dalla nostra entrata nell’euro, che ha fatto crescere il debito privato, il quale a sua volta si è trasferito su quello pubblico a partire dalla crisi del 2007 (in tempi di crisi lo Stati spende di più).
    Giusto è fare proposte su come portare il paese alla crescita, ma dubito che questo possa essere fatto con delle riforme shock di tagli alla spesa pubblica, proprio in un momento come questo in cui ce n’è più bisogno. Una politica anticiclica è a mio modo di vedere l’unica via d’uscita.
    • Di paolo (---.---.---.54) 28 ottobre 2013 18:57

      Ma come il debito privato? Ma non eravamo la star mondiale del risparmio privato ? Un popolo di formichine che investivano in beni durevoli come la casa . Allora ci hanno preso in giro? Tremonti ,Monti e Letta hanno pure provato a richiedere un meccanismo di indicizzazione del debito in sede UE che tenesse conto anche del risparmio privato ,senza ovviamente riuscirci , proprio perché siamo (o eravamo fino a poco tempo fa) un popolo di risparmiatori .E tu mi dici il contrario ,sarà che ti sbagli con la Spagna ?

      Piuttosto hai provato a pensare che il debito pubblico , che è esploso da Craxi in poi ed è raddoppiato in meno di un ventennio , non sia dovuto soltanto alla spesa pubblica usata con modalità clientelari e fraudolente ma anche al fatto che questo paese ha il record mondiale dell’evasione fiscale ?Ovvero privati ricchi (almeno quel 10% che possiede il 50% della ricchezza nazionale) e Stato povero .
      Tu che dici ? .Lo chiedo anche a Daniel .

    • Di (---.---.---.62) 29 ottobre 2013 09:44

      Io non ho LA VERITA, ma solo opinioni e dati.

      Prova a leggere i link che ho proposto :)
  • Di (---.---.---.74) 28 ottobre 2013 18:22

    E dove avrei mai proposto di tagliare la spesa pubblica? Semplicemente, avendola già così elevata, e non potendo fare altri debiti, è ben difficile poterla aumentare. O no? Che poi si debba riqualificare la nostra (che non è sinonimo di tagliare) mi pare incontrovertibile.

    • Di (---.---.---.62) 29 ottobre 2013 09:51

      Riqualificare la spesa pubblica è sicuramente un obiettivo giusto, ma come ti ho già detto nel tuo precedente articolo (vale anche per alcune riforme) sono cose da farsi a prescindere. La vera emergenza però è aumentare la spesa in favore di quelle persone che di cui hai scrupolosamente scritto nel tuo articolo. 

      Oggi il problema è dal lato della domanda, non da quello dell’offerta. Vi pare che manchi il pane? No, mancano i soldi per comprarlo.
      L’incoerenza della politica economica italiana è quella di voler salvare capra e cavoli. Per uscire in tempi decenti da questa situazione, o ristrutturiamo il debito, o ci indebitiamo ulteriormente per rilanciare i consumi, o svalutiamo i fattori produttivi (moneta o lavoro). Monti e Letta invece ci hanno fatto credere che possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca.
  • Di (---.---.---.74) 28 ottobre 2013 20:06

    Vedi Paolo, per me un evasore è un ladro; un assenteista pure. Un appalto dato agli amici degli amici a a prezzi fuori mercato un furto di denaro pubblico; un posto di lavoro inutile nella p.a. assegnato in cambio di un voto, pure. Ammettere che ci siamo ficcati con le nostre manine in questo grandissimo casino è la precondizione per uscirne, anche se è consolante pensare si colpa di quelli là (e ognuno indica chi preferisce) . Che poi si debba anche agire in sede europea, a questo punto mi pare inevitabile, ma è questione che viene dopo.

  • Di (---.---.---.156) 28 ottobre 2013 23:29

    PROMEMORIA PER GLI ITALIOTI che continuano a votare per i LADRI e i MAFIOSI

    Ogni anno il costo della corruzione in Italia, SOLO per i sovracosti della pubblica amministrazione, è di almeno 60-70 miliardi (RECORD D’EUROPA)

    Il 50 % di tutto il malaffare dell’Unione Europea è in Italia

    Gli appalti pubblici in Italia costano mediamente il 40% in più della media europea

    Nella classifica della corruzione di Trasparency International anche nel 2012 L’Italia perde ulteriori posizioni finendo al 69°posto, alla pari con il Ghana e la Macedonia, in "aggravamento progressivo" e ulteriore calo di investimenti dall’estero
    .
    L’Italia è l’unico paese al mondo con 3 mafie presenti sul proprio territorio. Che controllano militarmente intere regioni e che fatturano ogni anno circa 150 miliardi (RECORD MONDIALE)

    3 gradi di giudizio per tutti i processi sono UNA ANOMALIA ITALIANA (e il conseguente costo enorme per lo stato e/o elevatissimo numero di prescrizioni per i potenti e i colletti bianchi)

    L’evasione fiscale è stimata a 120/140 miliardi l’anno, RECORD D’EUROPA

    Il 50 % della ricchezza privata (che ammontava nel 2011 a circa 8600 mil. di Euro cioè PIU’ DI 4 VOLTE il debito pubblico) è nelle mani del 10 % della popolazione. Senza contare i capitali non tracciabili nè direttamente nè indirettamente

    L’andamento del PIL italiano negli ultimi 15 anni (da ben prima della crisi) è tra i peggiori del mondo, esclusi i paesi in guerra (dichiarata)

    Ancora nel 2012 l’OCSE ha ricordato che l’Italia non cresce per l’eccessiva corruzione ed evasione fiscale.

    E nonostante la pressione fiscale ormai tra le più alte del mondo il debito pubblico continua ad aumentare.

    Ma di questa mattanza quotidiana sui mass-media italiani non se ne ha percezione

    Forse perchè sono controllati da LORO...?

    Ma quando vi sveglierete?

    Nel 2040 ?

    Volete la pillola rossa o la pillola blu?

    http://www.youtube.com/watch?v=rEPJ5x6hW8o

  • Di (---.---.---.156) 28 ottobre 2013 23:33

    PROMEMORIA PER GLI ITALIOTI che continuano a votare per coloro che ci hanno ridotto in queste condizioni

    Ogni anno il costo della corruzione in Italia, SOLO per i sovracosti della pubblica amministrazione, è di almeno 60-70 miliardi (RECORD D’EUROPA)

    Il 50 % di tutto il malaffare dell’Unione Europea è in Italia

    Gli appalti pubblici in Italia costano mediamente il 40% in più della media europea

    Nella classifica della corruzione di Trasparency International anche nel 2012 L’Italia perde ulteriori posizioni finendo al 69°posto, alla pari con il Ghana e la Macedonia, in "aggravamento progressivo" e ulteriore calo di investimenti dall’estero.

    L’Italia è l’unico paese al mondo con 3 mafie presenti sul proprio territorio. Che controllano militarmente intere regioni e che fatturano ogni anno circa 150 miliardi (RECORD MONDIALE)

    3 gradi di giudizio per tutti i processi sono UNA ANOMALIA ITALIANA (e il conseguente costo enorme per lo stato e/o elevatissimo numero di prescrizioni per i potenti e i colletti bianchi)

    L’evasione fiscale è stimata a 120/140 miliardi l’anno, RECORD D’EUROPA

    Il 50 % della ricchezza privata (che ammontava nel 2011 a circa 8600 mil. di Euro cioè PIU’ DI 4 VOLTE il debito pubblico) è nelle mani del 10 % della popolazione. Senza contare i capitali non tracciabili nè direttamente nè indirettamente

    L’andamento del PIL italiano negli ultimi 15 anni (da ben prima della crisi) è tra i peggiori del mondo, esclusi i paesi in guerra (dichiarata)

    Ancora nel 2012 l’OCSE ha ricordato che l’Italia non cresce per l’eccessiva corruzione ed evasione fiscale.
    E nonostante la pressione fiscale ormai tra le più alte del mondo il debito pubblico continua ad aumentare.

    Ma di questa mattanza quotidiana sui mass-media italiani non se ne ha percezione

    Forse perchè sono controllati da LORO...?

    Volete la pillola rossa o la pillola blu?

    http://www.youtube.com/watch?v=rEPJ5x6hW8o

  • Di (---.---.---.94) 29 ottobre 2013 06:04

    Di questo ringraziate l’infame comunista Togliatti e il verme schifoso partigiano Pertini, che nel 1946 con i loro brogli amputarono l’Italia del proprio futuro.
    La repubblichetta comunista e democratica ha prodotto solo marciume etico-morale, nel quale si sono grassate le lobby comunistosindacali e i loro manigoldi che meriterrebero solo di incontrarsi, come la canaglia del 1898, con la giusta punizione di un Bava Beccaris.
    Con la Monarchia e Casa Savoia l’Italia conobbe progresso e prosperità, con la Monarchia tutto fu possibile con la repubblica tuttò è perduto.
    Volgiamo lo sguardo alle monarchie europee: socialmente, economicamente e culturalmente più avanzate. Solo quando i sacri destini della Patria Italiana torneranno ad incontrarsi con Casa Savoia, il cui nome volutamente viene insultato da imbonitori che puntano a offuscare il sentimento di milioni di Italiani verso i Principi Reali, l’Italia riprenderà il proprio cammino!
    Lo scrivo con le le lacrime agli occhi, conscio che la repubblica mi ha sottratto il mio avvenire di lavoratore, la mia dignità di essere umano, mi insulta quotidianamente con la sua carica omofobica e vessatrice, ben sapendo che sotto le Corone europee i miei colleghi lavorano tranquilli, i miei fratelli omosessuali godono di diritti, la dignità dei sudditi è portata in alto e rispettata, mentre in Italia i conterranei del mio compagno ancora non possono ricevere giustizia per le foibe comuniste e l’esodo forzato e vengono insultati solo perché nel cuore hanno un sacro nome: Italia!
    Alberto Conterio, omosessuale monarchico italiano
    Membro del C.C. del ricostituito partito "Italia Reale - Stella e Corona"
    Presidente di Gaycon (omosessuali conservatori, monarchici e patrioti)

    VIVA L’ITALIA e VIVA CASA SAVOIA!

    • Di (---.---.---.181) 29 ottobre 2013 09:58

      Rispetto la tua storia così come l’hai raccontata, e rispetto la famiglia Savoia. Tuttavia, io non mi inchino davanti a nessun essere umano che, per diritto di nascita, è indicato come monarca.


    • Di paolo (---.---.---.54) 29 ottobre 2013 10:13

      Mi sembri un tantino confuso .Semmai i partigiani come Pertini ci hanno tolto dalle palle le canaglie monarchice alleate dei fascisti .
      Ti suggerisco di rileggerti la storia italiana a partire dal secolo scorso , scoprirai che i Savoiardi ne escono piuttosto maluccio .
      A proposito , mi risulta che quel fascistone di Bava Beccaris non era proprio tenero con gli omosessuali , per cui sei come il tacchino che festeggia il Giorno del Ringraziamento .
      Complimenti .

  • Di (---.---.---.251) 29 ottobre 2013 10:58

    Errori rimediabili
    Effettivamente nel passare dalla monarchia alla repubblica sono stati fatti grossi errori.
    Si può ancora rimediare e fare in modo che i Savoia vengano ricordati insieme ai Romanov.

  • Di Cesarezac (---.---.---.252) 2 novembre 2013 08:15

    DANIEL i fatti da te descritti sono assolutamente drammatici e inconfutabili, sono la prevista conseguenza dell’assalto alla diligenza degli orfani del comunismo stalinista, per loro la rovina del Paese è lo scotto da pagare per la conquista del potere.
    Siamo a novembre, sono passati due anni dalla estromissione antidemocratica del governo Berlusconi e del loro insediamento al governo, i risultati dovrebbero convincere anche le pietre.

    • Di paolo (---.---.---.200) 3 novembre 2013 08:05

      Il fanatismo politico porta al delirio , caro Cesarezac . Il tuo mentore ha governato 8 anni degli ultimi 11 e ci ha portato allo sfascio totale che è sotto gli occhi del mondo ,mentre contemporaneamente hanno propserato i suoi interessi (più o meno legittimi ) .

      Bisogna avere il paraocchi come i cavalli da tiro per non vedere la realtà .
      Il comunismo è rimasto solo nella tua testa o in quella di gente come Daniel . Fareste quasi tenerezza se non fosse per il fatto che siete le " suffragette " del pregiudicato di Arcore .
      Rimediare ai danni prodotti da quello sciagurato e la sua corte di miracoli ,supportati da sventurati o " ignavi fiancheggiatori " come te e Daniel ,ammesso che sia ancora possibile ,richiederà almeno un decennio .
      Stai bene -ciao

  • Di paolo (---.---.---.200) 3 novembre 2013 08:07

    Ovviamente il riferimento a Daniel è errato ,intendevo riferirmi al commentatore xxx.94 .
    Chiedo venia a Daniel , che stimo ,per il disguido.

  • Di (---.---.---.164) 3 novembre 2013 23:23

    In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.
    Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”
    Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro.. 
    “Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”
    “L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che arrivi l’inverno! 
    Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è impossibile lavorare!”
    Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.
    Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.
    Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.
    La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.
    Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare: affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e ai canti dell’estate.
    Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi qualcosa da mangiare!”
    La finestra si aprì e la formica si affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”
    “Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”
    “La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate, mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”
    “Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”
    “Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”





    Suvvia, nessuno che vuole comprare l’ultimo modello di ipad a comode rate di 10 euro mensili? Non si riesce a mangiare in modo decente?! Strano: pensare che il cibo viene distrutto per mantenerne il prezzo.
  • Di (---.---.---.104) 25 novembre 2013 18:16

    Li votiamo sempre? Ci meritiamo tutto questo.

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