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 Home page > Attualità > Istruzione > Giovanissimi in piazza ma a far cosa?

Giovanissimi in piazza ma a far cosa?

Vorrei brevemente esternare il mio sconcerto e commentare alcuni frangenti delle manifestazioni in piazza contro la riforma Gelmini.

Senza far commenti sulla riforma ed i suoi contenuti in se e per se che possono avere un valore costruttivo o meno, vorrei soffermarmi e commentare sulla presenza di alunni della scuola elementare ’spinti’ forzosamente in piazza a scioperare contro la riforma della scuola.

Questi ragazzini rallegrati dalla giornata di vacanza non hanno fatto altro che partecipare numerosi alla passeggiata, ma in fin dei conti quale valore aggiunto avrebbero portato alla manifestazione?

Non parlo di sfruttamento di minori, ma la loro presenza è una sceneggiata a cui tutti avremmo voluto fare a meno.

Ai bambini sapete cosa gli ne possa importare se avranno una o più insegnanti nel corso dell’anno scolastico?

O se avranno il voto piuttosto che un giudizio, ma scherziamo?



E soprattutto nessuno di loro si sarebbe proposto volontariamente per contestare quanto proposto dal Ministro Gelmini.

A me sembra che sia stata una triste e penosa messa in scena di insegnanti e sindacati per amplificare il successo della manifestazione.

Credono che gli Italiani si lascino intenerire ancora da queste pubbliche scenate veramente ridicole.

Inoltre ognuno è libero di esternare le proprie idee ma non di usare liberamente la semplicità di questi ragazzini che hanno il diritto di non essere strumentalizzati.
Cosa ne pensate Voi?

Foto: Fulvio Lo Cicero/fotocronaca.info

Commenti all'articolo

  • Di pheter (---.---.---.42) 21 ottobre 2008 20:10

    Mi trovo perfettamente d’accordo con una parte del tuo pensiero.
    E’ ingiusto strumentalizzare i ragazzi, penso comunque che chi ha fatto questo avesse l’autorizzazione dei genitori.
    Una cosa è certa anche la ministra ha strumentalizzato i ragazzi sempre con l’aiuto delle maestre, in visita ufficiale in una scuola dove si è organizzato una sorta di parata, con i bambini vestiti con il fatidico grembiulino e forse li, il permesso dei genitori non è stato neanche chiesto!!!
    Evviva la democrazia.

  • Di Paolo Praolini (---.---.---.147) 21 ottobre 2008 21:22

    Avessero avuto anche l’autorizzazione dei genitori, rimane il fatto che questi bambini potevano starsene a casa e forse avrebbero passato qualche ora liberamente.
    La manifestazione ha un altro carattere di rappresentanza dell’insoddisfazione degli insegnanti, pertanto i bambini dovevano rimanerne fuori.
    I bambini li dobbiamo mandare al parco giochi.


  • Di MediaMan (---.---.---.168) 21 ottobre 2008 22:25

    In Italia hanno tutti torto,,, Perchè tutte le categorie sociali fanno una stronzata dietro l’altra... Mi dispiace per gli speranzosi ma gli italiani non saranno mai in grado di governarsi da soli... L’unica speranza è che l’Europa ci costringa a rispettare le leggi e le regole civili... Ma senza un’educazione europea e cioè coninsegnanti europei nelle scuole italiane non ci sarà mai un vero progresso e non impareremo mai veramente l’inglese, che è l’unica maniera per dare un futuro agli italiani capaci.... Con insegnanti madrelingua alle elementari, medie e superiori i nuovi giovani potrebbero riuscire a trovare un buon lavoro all’estero e poi rientrare in Italia con nuove idee o per costruire nuove imprese... E questo in appena 15-20 anni... aSe non facciamo questo rimarremo quello che siamo diventati: una colonia africanizzata e balcanizzata ai margini dell’Europa, con tutti i rischi collegati in caso di progressiva crisi economica ed aumento della disuccupazione....

    • Di Kocis (---.---.---.70) 22 ottobre 2008 11:20
       
       

       

       

      Ma perché i bambini e le bambine non dovrebbero partecipare alle manifestazioni? Specie se la questione posta Li riguarda direttamente, già a partire dalla strutturale e negativa revisione del ciclo della scuola elementare. Che c’è che non va?

      La destra politica italica nei giorni scorsi ha strumentalmente e largamente cavalcato questa “tigre”.

      E’ ovvio che si scontrano e si confrontano due scuole di pensiero e dell’agire molto diverse.

      Le bimbe e i bimbi, tutti aspersi da mielosi zucchero e panna, così come confezionato nel pensiero unico pubblicitario, dopo le ore di presenza a scuola dovrebbe passare il tempo a giocare con  le bamboline (…giusto per allenarsi), allenandosi con i giocattoli che procacciano morte e distruzione: i carri armati, astronavi armate, fuciletti e quant’altro tanto in voga dedicati a spargimento di orrori, o lasciati ad allenarsi nel gioco dei piccoli navigatori cibernetici, alla ricerca di qualche lieta sorpresa lasciata da tanti navigatori sporcaccioni.

      Stante questo “pensiero”, i bimbi e le bimbe, i ragazzi e le ragazze ( …… forse servirebbe un limite di età regolamentato per legge) invece che alle civili manifestazioni sociali sarebbe bene lasciarli a casa ( possibilmente da soli) a farli intontire dai veraci e saggi messaggi televisivi che già subdolamente innaffiavano i loro cervelli in tutte le ore.

      O forse, a farli rintronare a seguire le gare di auto o moto. Giusto per allenarli fin da piccoli al piacere della velocità, gioia di vita.

      O forse ancora, sarebbe meglio portarli allo stadio per fargli assaporare i bei cori razzisti e fascisti, e tutti i corollari di sana “festa” che circondano i guerrieri nel campo, compreso gli annessi atti di violenza.

      Molto meglio che questi piccoli cittadini facciano una gioiosa passeggiata all’aperto, in difesa della propria scuola, o a supporto di altre fondamentali questioni come la pace o l’ambiente. Cominciano ad imparare il senso della partecipazione, vero sale della nostra democrazia. Per imparare a crescere da veri esseri pensanti o non da sudditi.

       

      Kocis

  • Di Enzo (---.---.---.75) 22 ottobre 2008 12:12

    Rimane il fatto che la tua tolleranza è pari a zero. Che grazie a certe manifestazioni fatte dai nostri genitori quando erano giovani tu puoi esprimere le tue considerazioni, dalle quali permettimi di dissentire.

    • Di Paolo Praolini (---.---.---.147) 22 ottobre 2008 22:48

      Rimane il fatto che portare bambini di scuola elementare ad uno sciopero è una forzatura al di là del fatto che gli interventi mirino a migliorare o meno i loro interessi.
      Non credo che nessuno di loro abbia espresso esplicita volontà a partecipare a questo evento di cui non interpretano ne il nome ’ sciopero’ nel il significato voluto da alcune categorie direttamente interessate.
      Non significa con ciò che venga meno il diritto di libertà, al contrario lo si limita forzando certe scelte che non sono naturali.
      Mi permetta!

  • Di eptor10 (---.---.---.214) 26 ottobre 2008 12:44

     Personalmente non ci vedo nulla di male se gli insegnanti hanno chiesto il consenso dei genitori. Per loro potrebbe essere una giornata diversa dalle altre, fuori da quelle aule in cui rimangono chiusi ore e ore.
    Lo sconcerto sarebbe da esternare piuttosto per la strumentalizzazione dei bambini da parte dei mezzi di comunicazione di massa, che li bombardano quotidianamente di spot su giocattoli, zainetti, bambole e tanta altra munnezza inutile.
     

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