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Galateo intollerante per Twitter

Dopo una lunga serie di post (spero) meditati su Twitter, in questo intervento mi permetto di dare sfogo all'intolleranza più bieca e di pancia verso alcuni comportamenti che mi paiono fare scempio del social network di informazione.

Questo intervento, che è ovviamente anche parodia e ribaltamento delle gustose rubriche dedicate ai "consigli per Twitter" sui grandi quotidiani (ad esempio Vita Digitale del Corriere), si basa su due assunti:

  1. a meno che tu non sia una twitstar (esogena, come Fiorello, o endogena, come quegli ex-sconosciuti che per le vie più diverse si sono imposti come "personalità" su Twitter) non puoi twittare a ripetizione su qualsiasi cosa in qualsiasi momento.
  2. un sovraccarico di informazione, per di più irrilevante, rende inutilizzabile Twitter.

Spiego meglio i due punti: la twitstar è quel tipo di utente che ha come focus il non averlo, ovvero è il "reality" di sé stesso. Tutti gli altri utenti, per buon galateo, dovrebbero invece mantenere un focus informativo, pur amplissimo. Mi si lasci citare nomi noti, che meritevolmente non cadono nei vizi sotto censurati: @liaceli si concentra sulla satira, @mazzettam su analisi della cronaca, @timoreilly su tecnologia web, @Einaudieditore su cultura e letteratura, @00doppiozero e @repubblicait segnalano i post/articoli dei loro siti.

Esattamente come io seguo @sarofiorello per avere tutte le informazioni su di lui (compreso il "come la pensa" su qualsiasi cosa, e "cosa sta facendo ora"), così seguo @mazzettam per giornalismo. Se @mazzettam iniziasse a produrre tutti i giorni 50 tweet sul sugo messo a bollire, il pc che fa le bizze, il treno in ritardo, il cielo che diventa nuvoloso e solo 10 tweet di cronaca e analisi il suo uso di Twitter sarebbe, a mio giudizio, scorretto. Perché Twitter non è un social network imperniato sulle relazioni e gli accidenti personali, e a me dell'autobus che perde @mazzettam non importa nulla...

Anche perché, e qui mi collego al secondo punto, è necessario comprendere una differenza fondamentale tra Twitter e Facebook, non di alta filosofia ma proprio di bassa implementazione informatica. Facebook è un social network di relazioni che sulla base di algoritmi individua le relazioni più strette e le fa comparire nello stream.

Esempio: su Facebook ho 3000 amici, nelle mie "notizie" per default non vedrò tutti i loro aggiornamenti ma solo quelli delle relazioni più strette, ovvero delle persone con cui comunico di più. Inoltre, e anche questa è una distinzione importante, il post nello stream contiene "dentro di sè" i commenti, mentre su Twitter ogni replica allunga la timeline.

Chiariamo meglio la situazione su Twitter con qualche numero: seguo 1000 persone e ognuna di esse produce ogni giorno 8 messaggi tipo "ciao a tutti" e "ho appena sentito una bella canzone di James Blake" e 4 messaggi rilevanti, in focus (la battuta di @LiaCeli, il link su Google di @timoreilly). In questo modo la mia timeline cumula 12000 mila tweet al giorno, ovvero in media 500 all'ora, 8 al minuto. Se uso Twitter per 4 ore al giorno e voglio scorrere tutto quello che mi ritrovo di nuovo nella timeline, potrò, nel caso estremo, dedicare un secondo a ogni tweet, solo per la loro lettura, non per seguire i link segnalati, le foto, i video o per rispondere.

Questa situazione è naturalmente insostenibile, e quindi l'utente che ha 1000 amici twittatori robusti e amanti del fuori tema la risolve così:

a) Usa applicazioni come TweetDeck per selezionare chi "tenere d'occhio" e chi no (implementando in pratica con le sue manine l'algoritmo di Facebook).

b) Comincia a "defolloware" molta gente.

c) Usa Twitter in maniera "sincronica", dando solo un'occhiata e ciò che in un dato istante compare e scorre.

Nessuno di questi tre rimedi mi soddisfa, io voglio "seguire" gli account, e soprattutto mi dispiace "defolloware" qualcuno che posta materiale interessante seppur in mezzo a un alto numero di tweet irrilevanti. Ecco quindi una lista di consigli che, per quanto banali, se seguiti renderebbero Twitter un posto più gradevole (c'è forse bisogno di ricordare che queste sono le mie opinioni personali?):

1) Disabilita i plugin di tweet automatico dagli altri social network. Molto ma molto sinceramente non me ne frega niente di conoscere tramite aNobii a quale pagina sei arrivato di Guerra e Pace! E inoltre, non ti offendere, non mi importa neanche di sapere quali libri desideri leggere o hai appena letto o hai aggiunto in libreria. Se invece hai scritto una recensione su aNobii o hai un link interessante su Guerra e Pace ti ringrazio della segnalazione.

2) Riconosci serenamente la non centralità della tua posizione nell'universo, o almeno in Twitter. Mi dispiace se sei al lavoro e ti annoi, ma mi dispiace ancora di più se lo twitti due volte al giorno. Ti sei fatto la parmigiana? Buon per te, ma non mi aggiornare tutti i giorni sulla tua alimentazione, a meno che tu non fornisca anche ricette e ti proponga come la Benedetta Parodi di Twitter.

3) Riconosci che Twitter per le conversazioni fa schifo e intasa la timeline degli altri. Seguo gli utenti @alfa e @beta, e questi si impegnano in un dialogo quale:

@beta tu che ha fatto ieri? Io ho visto Homeland
@alfa sono andato a giocare a calcetto. Com'è sto Homeland?
@beta molto bello. Forse un po' paranoico
@alfa in che senso?

@beta beh non te lo posso dire, se no ti rovino la visione
@alfa esagerato, non so neanche di cosa parla
@beta di uno che è stato 8 anni in prigionia e poi viene liberato e torna a casa
@beta è un marine, in prigionia dai terroristi arabi. torna in America
@alfa e la paranoia dove sarebbe?
@beta ti ho detto anche troppo, la paranoia c'è, fidati
@alfa ma che palle. E che sarà mai!
@beta guardatelo. poi mi ringrazi
@alfa mi hai fatto passare la voglia con ste moine:)
@beta e dai non fare il permaloso!

I due utenti stanno intrattenendo una conversazione tra amici, comportandosi come se Twitter fosse una chat privata, perché anche chi sa che le regole di visibilità su Twitter prevedono che i messaggi tra @alfa e @beta compaiano nella timeline di chi segue entrambi gli utenti, mentre si discute con qualcuno (iniziando un tweet con "@....") è naturale interpretare l'interazione come se fosse privata. Interazione che invece ha riempito il mio Twitter con 20 comunicazioni per me inutili... Al solito, se @alfa avesse postato un link su Homeland o nel giro di due tweet avesse spiegato il "succo" della serie, non avrei avuto nulla da ridire. E del resto, sia chiaro, per ogni singoli punto criticato sono possibili usi virtuosi; qui cito solo i contesti per me più intollerabili!


4) Twitter non è il diario della tua navigazione Internet. Se hai mezz'ora libera e la passi a scovare video dei Led Zeppelin su YouTube, articoli di gossip sulla colonna di destra di Repubblica, lolcats sparsi per il web, buon per te. Ma non postarmi i link a ripetizione su Twitter... Inclusi i RT senza pietà e a pioggia (e, di nuovo, se sei @tigella e il tuo focus è il "RT" e la comunicazione il discorso è diverso).

5) Non continuare a parlare di Twitter su Twitter. Basta disquisizioni su teoria, pratica e fenomenologia degli hashtags, su cosa è in Trending Topics, su cosa dovrebbe essere in Trending Topics, su come non bisogna dare importanza ai Trending Topics, su cosa fanno i bimbiminkia su Twitter, su cosa vorresti facessero i bimbiminkia su Twitter, su come non devi dare importanza a cosa fanno i bimbiminkia su Twitter... L'autoreferenzialità è già vizio nazionale degli altri media.

Naturalmente se seguissi il mio precetto non dovrei postare nemmeno il link di questo intervento su Twitter, cosa che, naturalmente, mi accingo a fare. Perché, proprio come te (hypocrite lecteur!—mon semblable,—mon frère!) che ti riconosci colpevole di tutti i punti sopra elencati, mi sto dicendo: "ma nel mio caso è diverso!".

Ps. Il post è solo una reazione divertita e, spero, divertente contro quelli che io percepisco come eccessi sistematici. Non è davvero il caso di precisare che un lolcat, un video, un “sono stanco, vado a letto”, un commento sui trend bimbiminkia ogni tanto non sono di certo il Male. Qui volevo solo riflettere, adottando una veste estremizzata ed esasperata, sul fatto che l'attenzione è limitata e il problema della rilevanza è reale.

Poi, ed è talmente ovvio che mi vergogno a dirlo, ognuno fa come vuole e ogni comunità evolve in forme organiche proprie.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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