Dopo essermi imbattuto in un articolo che descrive una delle tante azioni belliche venute alla luce dopo la pubblicazione del Afghan War Diary, ho deciso di rintracciare l’avvenimento negli indecifrabili reports pubblicati da WikiLeaks, sforzandomi di decifrare il gergo militare e scoprendo l’incredibile importanza dei documenti in questione, nascosta dietro l’apparente osticità. Ecco quindi svelate le discutibili operazioni della Task Force 373.
Other al-Qaeda leaders are similarly invisible figures. One report describes a botched June 2007 attempt to capture or kill Abu Laith al-Libi, a senior al-Qaeda military commander. U.S. Special Forces missed their target, instead accidentally killing seven children in a religious school in Paktika province
Nell’intento di catturare o assassinare Abu Laith al-Libi, comandante di Al Qaeda, le forze speciali statunitensi avrebbero accidentalmente ucciso sette bambini in una scuola religiosa nella provincia di Paktika. Deciso a risalire alla fonte primaria, ho incominciato a spulciare nel Kabul War Diary, verificando l’eventuale accessibilità dei dossier caricati da WIkiLeaks per una persona comune. La ricerca non è stata vana, e neppure troppo complicata: partendo dalle coordinate temporali indicate dall’articolo, WikiLeaks ci fornisce grafici riportanti le morti avvenute in Afghanistan giorno per giorno. Ebbene, in giugno 2007 le morti registrate sono state le seguenti:
Dato che per ogni giornata i reports possono essere varie decine, mi è bastato dare un’occhiata al numero di vittime civili per poter fare un buon repulisti. L’azione bellica in questione ha visto la morte di 7 ragazzini, si presume quindi che, nella data in questione, il numero di morti civili sia uguale o superiore a sette. Durante il mese di giugno solamente 5 giorni possono soddisfare tale requisito: come mostrato dalla linea bianca del grafico (killed civilians, con y il numero di decessi ed x i giorni), solamente le date del 15, 16, 17, 22 e 23 giugno 2007 hanno raggiunto un tale numero di morti innocenti. Non mi è dunque troppo difficoltoso giungere al report dell’azione bellica citata dall’articolo del Washington Post:
Ho evidenziato in giallo il numero identificativo del report, la data, il numero di civili uccisi (i 7 ragazzi di cui si parla nell’articolo) e l’obiettivo della missione: come volevasi dimostrare, quest’ultimo era: O/O SOTF conducts kinetic strike followed with HAF raid to kill/capture ABU LAYTH AL LIBI on NAI 2.
Il nome dell’obiettivo, Abu Layth al Libi, dimostra che il report in questione è davvero quello giusto. Decifrarne il lungo contenuto, però, rimane impresa assai ardua, perlomeno per chi non ha mai familiarizzato con il gergo militare d’oltreoceano (salvo qualche film o videogioco). Scopro quindi ricercando in rete tra the war logs dal sito del guardian e all-acronyms che:
O/O = Order of Operations, SOTF = Special Operations Task Force, HAF = Helicopter Assault Force, NAI = NATO Analog Interface.
Errare è umano anche in guerra... E nella guerra c’è anche l’errare disumano... Ciò però non (...)
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