Come avrete capito dalla foto sopra, anche oggi parlo di bombe. Il primo agosto scorso, grazie alla ratifica di oltre 30 nazioni, è entrata in vigore la Convenzione internazionale che mette al bando le ’bombe a grappolo’ (Convention on Cluster Munitions - CCM). Gli obblighi della Convenzione, firmata da 107 Paesi e ratificata da 38, sono pertanto diventati vincolanti a tutti gli effetti per gli Stati che vi hanno aderito: ciò significa che, oltre a smettere la produzione e l’impiego, dovranno distruggere gli stock di munizioni cluster entro 8 anni, identificare e bonificare entro 10 anni le zone inquinate da cluster, assistere le comunità affette da cluster bombs e le vittime in modo da realizzarne una piena inclusione nella società nel rispetto dei diritti umani fondamentali.
Non siate speranzosi, l’Italia non ha ratificato questa convenzione, poiché pur approvando il progetto, il Ministero della Difesa, già nel 2007, ha richiesto, oltre all’esiguo e sopportabile impegno di spesa per la distruzione dello stock stimato in circa 8 milioni di euro da distribuire su un massimo di 8 anni, 160 milioni per «l’acquisto di nuove armi per la realizzazione dei programmi di acquisizione di munizionamento alternativa di nuova generazione e per il mantenimento da parte delle Forze Armate delle capacità operative attualmente garantite dalle sub-munizioni cluster delle munizioni a grappolo»".
Quindi, per quanto l’articolo 11 della costituzione stia lì a dire che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa etc etc, l’Italia non vuole smantellare il proprio arsenale di bombe a grappolo, nonostante sia improbabile l’uso di una cluster bomb come mezzo di difesa.
Stando ad alcune indagini di Unimondo e di Rainews24 (quando ancora la Rai si degnava di fare giornalismo) l’Italia rientrerebbe anche nel novero dei paesi produttori di cluster bombs, con due fabbriche, tra loro collegate, la Simmel difesa e la Snia bd. La Simmel, che malgrado le assonanze non produce carne in scatola, cerca di chiarire un presunto equivoco nella home page del suo sito "PUR AVENDO LA CAPACITA’ DI PRODURRE QUESTI COLPI CON CARATTERISTICHE CHE SODDISFANO I PIU’ RECENTI E RESTRITTIVI REQUISITI DI SICUREZZA INTERNAZIONALI, LA SIMMEL DIFESA CON IL NUOVO ASSETTO SOCIETARIO, INIZIATO NELL’ANNO 2000, NON HA MAI PRODOTTO NE’ TANTOMENO ESPORTATO SUDDETTE TIPOLOGIE DI MUNIZIONAMENTO." e tuttavia non permette di consultare il catalogo on line (al contrario di chi non ha niente da nascondere, come Finmeccanica o Oto Melara).
Riassumendo: l’Italia è molto probabilmente produttore e detentore nel proprio arsenale di cluster bombs e non vuole ratificare la convenzione internazionale che mette al bando le stesse.
E su tutto questo possiamo fare ben poco. Anche perchè pur votando un governo di presunta sinistra, ci si ritrova con Ministro degli Esteri un folle che da fondo agli armamenti e alle false missioni di pace e che solo pochi giorni fa se ne è uscito con la frase: "L’Italia spende troppo poco negli armamenti". Il cretino in questione ha un nome e un cognome: Massimo D’Alema. Lo stesso che secondo i polacchi è troppo di sinistra.
Gli insulti, soprattutto se gratuiti, si pagano cari. Per chi non avesse capito mi riferisco alla frase: "Il cretino in questione ha un nome e un cognome: Massimo D’Alema"... Per giustificare detta frase ci si aggrappa a chiunque, persino ai polacchi...Prima di insultare, chi ha scritto l’articolo si ricordi che la frase "incriminata" si inserisce in un contesto ben più ampio... Limitarsi a quello che conviene solo per lo sporco gusto di insultare D’Alema è un gioco indegno anche del più prevenuto dei giornalisti!
Sarebbe più significativo e corretto conoscere l’elenco dei 38 paesi che hanno ratificato la Convenzione. Appellarsi all’art. 11 della Costituzione per cancellare perfino la parola "guerra" ha poco a che vedere con la realtà mondiale. Già nella vita quotidiana spesso si perde il senso ed il significato di Parola e Merito...
di Strangelove(xxx.xxx.xxx.135)15 agosto 2010 15:13
D’alema non sarà un cretino, ma certamente non è una cima. E’ un uomo furbo a sufficienza da non consentire al cognato di soggiornare in un appartamento compromettente a Montecarlo. E’ furbo a sufficienza da silurare qualsiasi persona nel PD che possa intromettersi nel suo feudo personale. Però è così pieno di sè da pensare di poter dire impunemente tutte le più grandi stupidaggini. Un grand’uomo? No semplicemente un tronfio opportunista che da anni affligge la sinistra italiana.