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Clochard alla riscossa: "Stiamo creando occupazione e reinserimento in un momento difficile per il paese. Perché solo noi?"

Intervista al Dottor Wainer Molteni, fondatore dell'associazione "Clochard alla riscossa"a cura di Luchino Galli, blogger e mediattivista.

Dottor Molteni, come è nata l’associazione “Clochard alla riscossa” e con che finalità? Quali le sue peculiarità rispetto ad altre organizzazioni di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale che operano a Milano, come “Opera San Francesco per i Poveri” e “Pane Quotidiano”?

I clochard alla riscossa nascono nel 2004, come sindacato autonomo ed autorganizzato formato da senzatetto, per rivendicare i diritti fondamentali della costituzione per persone che dopo la scadenza dei documenti e la perdita della residenza vedono questi diritti calpestati. Vivendo i problemi legati alla vita di strada, sappiamo quali interventi sono necessari per uscire dal circuito vizioso dell'assistenzialismo, che costa molto denaro e poco produce in termini di risultati.

Quanti sono i senzatetto a Milano, e in che percentuale sono italiani?

A Milano ci sono da 5000 a 6000 persone che dormono e vivono in strada; purtroppo una stima precisa è impossibile da fare, i clandestini e chi non si vuole far ritrovare difficilmente si fa censire, ma con la mappatura settimanale che facciamo, girando due sere la settimana e facendo le ronde, riusciamo ad avere una stima abbastanza precisa: la percentuale di stranieri si aggira intorno al 60-70%.

Come si diventa senzatetto?

Le cause possono essere molteplici, la perdita del lavoro, della casa, della moglie o del marito, per problemi legati alle dipendenze, per incompatibilità con la famiglia...

Cosa comporta, nella quotidianità, l’essere senzatetto?

La vita per strada è difficile, dura e disagevole... togliamo lo stereotipo della libertà, non esiste... hai orari fissi da rispettare per sopravvivere, la mensa, il guardaroba, il dormitorio, la scelta dei cartoni... diventa un vero lavoro.

Le persone che sperimentano una così drammatica condizione esistenziale come possono essere aiutate a reinserirsi nella società?

Il lavoro è alla base di tutto, ridona dignità e ricondiziona la voglia di fare, ma serve anche un costante apporto psicologico, almeno per i primi periodi... la strada fa tornare ad essere quasi trogloditi, e più anni si passano per strada e più tempo ci vuole per essere reinserito.

“Clochard alla riscossa” ha avviato un significativo progetto a Serravalle Pistoiese. Ce ne parla?

Il progetto prevede un piano di reinserimento in 12 mesi, sia abitativo che lavorativo, sviluppando insieme un cammino personalizzato e un accantonamento mensile... ma alla base di tutto c'è il lavoro. Anche il percorso lavorativo è personalizzato, in fattoria abbiamo molte mansioni da ricoprire e nessuno viene forzato, ognuno sceglie cosa fare e tutto viene fatto..... insomma, autorganizzazione.

Quali sono i progetti futuri dell’associazione Clochard alla riscossa, e di quali aiuti e supporti necessita per realizzarli?

I progetti sono parecchi, alcuni a breve partiranno come il recupero della cascina a Zeme Lomellina, in provincia di Pavia, dove impiegheremo circa 100 senzatetto...... ma preferisco parlare del resto con calma, i progetti sono in continua evoluzione, come tutte le esperienze sperimentali.

I senzatetto stanno aumentando giorno dopo giorno; disoccupazione, precarietà lavorativa, salari sempre più bassi, inadeguatezza degli ammortizzatori sociali: sempre più persone, intere famiglie, rischiano di precipitare nell’indigenza più assoluta e di finire per strada. Come prevenire e contrastare una simile deriva?

Avessi la cura mi candiderei... scherzo ovviamente... le crisi sono cicliche e ci sono sempre state e sempre ci saranno, bisogna riuscire a trarne i pochi benefici che comprende una situazione per certi versi disastrosa... noi stiamo creando occupazione e reinserimento in un momento difficile per il paese... mi sorge una domanda... perché solo noi?????

 

17 settembre 2012

Questo articolo è stato pubblicato qui

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