Lo stato comatoso del governo è dato evidente anche dalle esternazioni dei vari ministri, soprattutto leghisti.
Meglio non soffermarsi sulle loro esternazioni poco edificanti del tipo: "discussione al Consiglio di ministri da rottura di cog...ni" o parlando del ministro Brunetta "nano di venezia non romperci i cog...ni", del resto subito ritirate come ci ha abituato la pratica berlusconiana.
Per non parlare di quando ci si rivolge al "popolo sovrano" con epiteti alla "siete dei cretini", "siete del fannulloni", "siete la feccia degli italiani" e via su questa strada.
Questo si sa è il linguaggio dei nostri più alti e significativi rappresentanti presso le istituzioni!
Ma la cosa che più colpisce è l'ignoranza (qui nel suo significato più spregiativo del termine), il pressapochismo o addirittura la saccenterie che è un mix di ignoranza ed arroganza.
Alcuni esempi delle ultime ore in conseguenza della manovra, opera e frutto della assoluta indipendenza e sovranità reclamata recentemente dall'ex ministro Alfano. Anche allora l'ex ministro mostrò tutto il suo populismo misto ad ignoranza in quanto reclamava e rivendicava l'indipendenza e l'autonomia del governo e del popolo sovrano rispetto al mercato, quando invece si trattava di una richiesta da parte dei creditori di garanzie di solvibilità.
Quando uno Stato si rivolge agli investitori e chiede loro un prestito (vendita di Bot e BPT), questo deve garantire un minimo di solvibilità, di stabilità e di credibilità. Se lo Stato, il governo che ne è o dovrebbe essere il suo braccio esecutivo, non offre queste garanzie, sarà difficile trovare disponibilità all'acquisto se non a rendimenti alti in quanto alto è il rischio di veder rientrare i propri capitali alla scadenza.
È questo l'episodio a cui si riferiva l'ex ministro Alfano quando parlava, a sproposito, di tentativo di lesa maestà. Quindi normale gioco del mercato (o strozzinaggio) in cui ad alto rischio corrisponde un alto rendimento (caso dell'Italia) e viceversa (caso della Germania). Non mi soffermo se questo era dovuto ad ignoranza o a retorico populismo per strappare gli applausi o ad entrambe le cose.
Ultimamente però le cose son peggiorate (se mai fosse possibile). Il ministro Calderoli ha affermato che i calciatori se si rifiutano di pagare la supertassa (il 5% e tra l'altro deducibile), allora si provvederà a raddoppiarla!
I calciatori hanno, la maggior parte, un contratto al netto. I loro compensi, cioè, sono al netto dei vari pizzi, tasse, gabelli vari. Sono le società che se ne fanno carico.
È questo nel normale gioco della domanda ed offerta. Se i calciatori si fanno pagare profumatamente vuol dire che le società guadagnano dalle loro prestazioni molto di più. Se così non fosse è solo un problema della società e non dei calciatori. Quindi se i calciatori si rifiutano di pagare questa supertassa è un problema fra società e dipendenti e quest'ultimi garantiti da un contratto a tutto gli effetti validi dal punto di vista legale. La sparata di Calderoli è un mix di populismo ed ignoranza!
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