• venerdì 25 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Mondo > Che mattone: storie dal Nepal
di crespi enrico (sito) lunedì 29 novembre 2010 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(6 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Che mattone: storie dal Nepal

Bakthapur era una delle tre antiche capitali dei regni che dividevano la Valle di Kathmandu. Fu costruita sul pendio di una bassa collina e ricorda una conchiglia, uno dei simboli di Vishnu, divinità cara ai sovrani che l’edificarono dal 1200. E’ stata splendidamente restaurata negli anni ‘70 dalla cooperazione tedesca e fu set del film di Bertolucci, Piccolo Buddha. Bella e quasi intatta: le macchine non possono entrarci e i turisti pagano una bella sommetta (25 dollari) per visitarla. Parte dei soldi raccolti è destinata al mantenimento dei monumenti, costruiti da dinastie di regnanti arricchiti con i dazi e balzelli delle carovane che da qui passavano per raggiungere il Tibet.

Vi soggiornarono, all’inizio del 1700, i gruppi di missionari italiani (gesuiti e capuccini) che cercarono con scarso successo di convertire i nepalesi ma ci lasciarono, in compenso, bellissimi racconti di quei tempi. I poveretti abitavano in una casa donata loro dal sovrano e curavano più i corpi che l’anima degli abitanti “queste genti avevano in orrore l’abito turchino oscuro o nero che portavamo e il cappuccio del quale dicevano che portavamo il naso d’elefante dietro le spalle, rendevamo terrore a tutti quanti anche agli animali. E per questo motivo ci davano delle grandissime ingiurie. Anche la barba non piace ai nepalesi che considerano i monaci quali musulmani e, perciò malvisti” racconta uno di quegli strani ed eroici viaggiatori.

Bakthapur s’estende oltre la parte antica, fino ad allungarsi nelle strada supertrafficata (e in fase d’allargamento con finanziamenti cinesi) che porta a Dhulikel a da lì ai confini del Tibet (Kodari Road). Fino agli inizi degli anni ’80 si passava in una galleria d’alberi e si poteva viaggiare in filobus. Alberi e fili, tagliati e sostituti da costruzioni fatiscenti, polverose, inquinate. Sempre in quegli anni, il paesaggio (vallate ondulate di risaie) iniziò ad essere riempito di alte ciminiere fumose in cui cuociono i mattoni pieni, fatti d’argilla, per il boom edilizio di Kathmandu. Questa nuova attività si collega allo storico artigianato della zona (particolarmente della cittadina di Thimi) specializzato nella produzione di vasi e manufatti. In questa parte della Valle il terreno è rosso ed è facile l’estrazionela d’argilla .

Nel corso degli anni le fabbrichette di mattoni sono moltiplicate e un esercito di formiche sta erodendo piane e colline per estrarre il materiale. Tant’è che la gente di Bakthapur è stufa ed ha iniziato a protestare “150 houses of Kalitar and local Gyan Jyoti Lower Secondary School were at risk of landslide following the excessive excavation of the soil”. Raccontano di scavi abusivi che mettono a rischio le case che sprofondano, dei fumi che inquinano la valle, del continuo movimento di grossi e fumosi camions che salgono e scendo fra le strade medioevali. Insomma un grande business incontrollato che inizia a creare problemi.


pagina successiva >>

di crespi enrico (sito) lunedì 29 novembre 2010 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(6 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Parole chiave

Sfruttamento Nepal Mattoni

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.