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Bossi e Pannella: due vecchi leader allo sbando

Il voto di giovedì scorso sull’arresto di Nicola Cosentino ha terremotato due dei tre partiti che hanno votato a favore dell’onorevole accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Escludendo il PdL che notoriamente appoggia deputati dal comportamento “discutibile” (nonostante Alfano continui a ripetere che vuole un partito degli onesti) Lega Nord ed il più piccolo movimento radicale si trovano a fronteggiare una spaccatura interna mai registrata prima. Scollamento che si nota non solo tra base e vertice dei partiti ma anche all’interno dei rispettivi gruppi dirigenti.

Umberto Bossi si trova ad affrontare una faida interna capitanata da Roberto Maroni, che per numeri e forza politica impensierisce molto il vecchio leader padano. La protesta contro la gestione bossiana coadiuvata dal cosiddetto “cerchio magico” , è stata fortissima su internet e su Radio Padania Libera.

Tanto che il Senatur ha fatto approvare un provvedimento degno di Stalin: l’ex Ministro dell’Interno non potrà partecipare a nessun incontro pubblico. Bell’esempio di democrazia.

Maroni ha risposto su Facebook esternando tutto il suo disgusto: 

“Mi hanno appena chiamato per comunicarmi che la segreteria nazionale ha deciso di impedirmi di tenere gli incontri pubblici già programmati in tutta la Lombardia: Non so perché, nessuno me l’ha spiegato, sono stupefatto, mi viene da vomitare .Qualcuno vuole cacciarmi dalla Lega, ma io non mollo!!!”.

E pensare che il 22 è stata convocata una manifestazione della Lega a Milano contro il governo Monti. Se ne prevedono delle belle. Crociati padani armati di spadoni capitanati dal “trota” e da “Reguzzoni” contro le truppe “miglioriste” guidate da Maroni e Tosi, accusate di regicidio.

Dovrebbe prendere la parola soltanto Umberto Bossi a meno che Bobo non gli tolga il microfono di bocca per annunciare un nuovo partito guidato da lui stesso. Dovrebbe chiamarla Lega Super Nord. Non esiste ancora la Padania ma c’è già una parte dei suoi cittadini dalla cui inesistente terra chiedono la secessione. Drammatico. Si aspetta l’apertura di un nuovo parlamento. Molto probabilmente tra Como e Varese. Oltre a quello di Vicenza e di Roma.

Lasciando un vecchio della poltica italiana quel Bossi che a 70 anni suonati non sembra più azzeccarne una, si passa al grande vecchio della politica nostrana: l’ultra ottuagenario Marco Pannella che dopo le grandi battaglie laiche degli anni ‘70 sembra aver perso il lume della ragione. Combatte da mesi per ottenere l’amnistia ed essendo notoriamente estremo nelle sue posizioni ha deciso di risparmiare anche un politico per cui i magistrati di Napoli chiedevano il carcere.

La decisione, come era facile prevedere, non è andata giù a gran parte del suo sparuto elettorato che se pur notoriamente garantista ha subissato le pagine Facebook e twitter di Panella, Radicali, Radicali italiani, Radio Radicale, Mario Stederini e Michele de Lucia di insulti inenarrabili.

Travolto dalle critiche, il vecchio leader abruzzese che in quel momento stava escogitando nuove campagne per salvaguardare i Montagnardi del Vietnam, o gli Uiguri dello Xinjiang ma non gli abitanti di Casal Di Principe e del Casertano in generale ha risposto insultando la gente che affollava la sua bacheca con un radicalissmo “Coglioni, anziché dire cazzate, imparate ad usare facebook!” . Un tocco di stile mai visto prima. Ma da chi ha portato Cicciolina in Parlamento, cosa potevamo aspettarci?

 

 

Il partito radicale insieme al suo leader sono alla sbando, estintosi già dal parlamento europeo rischiano di sparire anche dal parlamento nazionale. Sarà curioso ascoltare la messa che tutte le domeniche alle 17:00 il papa laico concelebra con Massimo Bordin su Radio Radicale. Rilancerà l’amnistia per la repubblica. Ma chi gli crede più?

La situazione è grave ma non seria. E’ tempo che i camorristi vadano in galera ed i partiti si scelgano nuovi leader in sintonia con la base e con quello che vuole il paese reale. Pannella e Bossi sono ormai ottenebrati dai fumi della vecchiaia e commettono danni irreparabili. Avanti i prossimi.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.129) 14 gennaio 2012 13:47

    E’ solo un problema di vile danaro. Pannella è agli ordini di Soros che notoriamente è il finanziatore del partito radicale. Soros è uomo di punta della speculazione finanziaria internazionale che trae enormi profitti dagli attacchi all’euro ed all’Italia. I profitti di costoro si concretizzano nell’immediato con i "proventi" delle manovre economiche che Monti sta facendo e nel futuro con le "liberalizzazioni" che sempre Monti vuole fare a vantaggio di Soros e delle banche d’affari cointeressate. Monti dunque per Pannella e Soros non "deve" cadere in quanto al momento è insostituibile per portare a termine l’infame progetto di "svendere" l’economia del paese. Quanto a Bossi, ha cambiato repentinamente idea su Cosentino non appena è uscito sui giornali di Berlusconi l’articolo dei fondi del carroccio in Tanzania. Il terrore di Bossi che si adottasse anche con lui il metodo "Boffo", questa volta perdipiù su fatti reali e non inventati, lo ha subito convinto a cambiare idea. Il tutto su ordine di Berlusconi il quale non ha assolutamente interesse a far cadere Monti. Mi chiedo se c’è un giudice a Roma, oltre che a Berlino, che faccia giustizia di questi "tagliagole" della politica. 

  • Di Geri Steve (---.---.---.24) 14 gennaio 2012 20:58

    Non sono d’accordo: Bossi e Pannella si comportavano cosi’ piu’ di vent’anni fa, per cui e’ un problema di scelte, non di vecchiaia e di rincoglionimento.

    Quando la commissione inquirente dovette decidere se accettare la richiesta della magistratura di processare Craxi, i leghisti agitarono il cappio, ma gli votarono a favore. Pannella poi tuono’ contro la decisione della commissione, ma messo alle strette dovette confessare di aver votato anche lui a favore di Craxi, motivandolo con il fatto che lui e’ un garantista.

    Ma c’e’ un lungo filo nero, o forse tutta una matassa, che lega Pannella a Bossi.

    Ci fu un periodo in cui radio radicale, con una scusa politica, decise di lasciare i microfoni aperti e far parlare tutti. Fu un grande esperimento di psicologia di massa. Dopo una mesata di interventi di tutti i tipi, questi si polarizzarono in una sfilza di insulti reciproci nord-sud. Concluso l’esperimento, fu fondata la lega nord e mafia e ’ndrangheta si espansero al nord.

  • Di (---.---.---.122) 16 gennaio 2012 11:43

    Bossi e Pannella teniamoli di conto:rappresetano la coscienza popolare!

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