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Home page > Attualità > Bella Ciao vola in Turchia e diventa "Çav Bella" dai minareti (...)

Bella Ciao vola in Turchia e diventa "Çav Bella" dai minareti (video)

"Çav Bella", in turco e in curdo, è il nostro Bella ciao, ma il rituale richiamo alla preghiera islamica dagli altoparlanti di Smirne, per giunta durante il Ramadan, questa volta è stato compromesso dalle note di "Bella Ciao", intorno alle 17 del 20 maggio. Nelle ultime ore è stata avviata un'indagine perché delle "persone non identificate" sono riuscite a inserire nel disco- richiamo del minareto di alcune moschee in varie regioni di Smirne, il "Çav Bella".

Dicono che sia stato un atto pirata, introdotto nella frequenza di alcune moschee nei distretti di Konak, Karsiyaka, Cigli e Buca, dove si stava recitando ben altro... seppure in versione casalinga, per le restrizioni causa Covid-19. La procura di Smirne ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sull’episodio e sui relativi post condivisi sui social per il reato di “offese ai valori religiosi” (spero che questo mio post "informativo", sia solo d'informazione e non leda nessuno...)

Vorrei però ricordare che il GrupYorum il loro ultimo concerto dal vivo l'hanno tenuto nel 2015, prima che fosse loro impedito di suonare dal governo turco. "Nel 2019 alcuni membri del gruppo hanno iniziato uno sciopero della fame per protesta contro la propria detenzione ritenuta illegittima: a seguito di ciò sono morti nel 2020 dopo 288 giorni l'attivista e cantante turca Helin Bölek e Mustafa Kocak, ambedue di 28 anni di età. Il 7 maggio 2020, dopo 323 giorni di sciopero per la stessa causa, é morto anche Ibrahim Gökçek, all'età di 40 anni. Lo sciopero ha coinvolto anche due dei loro avvocati difensori. "E' anche vero che scrissi il 4 aprile 2020: Helin Bölek, pesava 30 chili... lei rimane una ragazza meravigliosa, come la sua voce che continuerà a cantare l'Amore per la Libertà, Bella Ciao, per sempre.

Per Buona Pace, cara Turchia, un nostro gruppo musicale l'Orchestra Multietnica di Arezzo e le Officine della Cultura, nel periodo #iorestoacasa per la pandemia Coronavirus," hanno curato una speciale canzone 'da casa' dedicata a tutti coloro che da casa, ma soprattutto dai propri luoghi di lavoro, con le preoccupazioni connesse a questo stato globale di crisi sanitaria ed economica, sono impegnati nel raggiungimento di un molteplice e condiviso obiettivo: riacquistare la serenità, tornare ad incontrarsi, a tenersi per mano, a raccontarsi gli uni con gli altri, ad immaginare un futuro." La canzone era Bella ciao, ancora una volta: per una volta scusate questo atto di pirateria turca...

Doriana Goracci

Commenti all'articolo

  • Di gilda piroddi (---.---.---.251) 22 maggio 15:07

    "Bella Ciao" è un canto che mi accompagna fin da quando bambina il mio nonno me lo insegnò inculcandomi valori come la libertà e la resistenza al nazifascismo. Tantissime le versioni di Bella Ciao che ho ascoltato negli anni e tutte o quasi hanno suscitato in me tanta emozione. Come non riflettere e commuoversi nel sentire Bella Ciao nella versione del Grup Yorum che ha visto tre suoi componenti morire per perseguire la libertà nel loro paese? La feroce persecuzione di Erdogan non si ferma davanti a niente e a nessuno. Mi piacerebbe che Bella Ciao diventasse il nostro inno ma purtroppo alcuni, secondo me sbagliando, trovano che sia un canto divisivo e di parte mentre io credo che ormai in tutto il mondo si associ "Bella Ciao" a valori universali di resistenza alle guerre ed alle dittature in genere.

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.246) 22 maggio 21:33
      Doriana Goracci

      intanto GRAZIE Gilda, aggiungo solo dal testo di Carlo Pestelli che racconta le origini della canzone: “decine di indizi e di suggestioni la riconducono a melodie bretoni, trovatori provenzali, mondine italiane, canzoni popolari di amori traditi, canti di protesta, stornelli per bambini. Tracce di passaggi di questa melodia compaiono in molte zone d’Italia, spuntano nei quartieri degli immigrati a New York per poi ricomparire nei bistrot degli chansonniers francesi e sui palchi dei grandi artisti contemporanei.” Da Daniele Barbieri apprendo:"Con una campagna internazionale si chiede la liberazione della musicista curda Nûdem Durak incarcerata in Turchia. La musicista curda Nûdem Durak è stata arrestata nel 2015 e condannata a 19 anni di carcere. La sua unica colpa è di aver cantato canzoni curde. Oggi ha 32 anni e si trova nel carcere di Bayburt. Per ottenere la sua liberazione in Francia è stata avviata una campagna internazionale alla quale partecipano artisti e intellettuali da Gran Bretagna, USA, Svezia, Senegal, Marocco, Algeria, Tunisia, Guadalupe e altri Paesi."

      Già, la musica è potente...

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