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Ai miei amici al fronte

Al sud Italia negli ultimi vent’anni sono morte 10.000 persone per mano della criminalità organizzata. Poche righe per tre uomini che raccontano questa guerra.

Spesso mi addormento pensando a loro. A cosa stanno facendo, a chi stanno intervistando, tra quali carte sono immersi. Stringo i pugni, chiudo gli occhi e ripenso ai momenti insieme.

Guardavo le immagini di Mantova. Due anni fa, non mille. Roberto presenta il suo libro, 20.000 copie vendute. Arrivo al festival dopo un mese passato in Australia, Francesco mi manda un messaggio: “vedi che pure Roberto è a Mantova”. Uno sms: “guaglio’pure tu qui?” e di corsa alla presentazione di Gomorra. Alla fine la fila, lunga. Teste in attesa di una firma.

 

Era solo l’inizio ma non lo sapevamo. Finito l’inchiostro ci prendiamo un momento per noi, per noi due... Oddio, eravamo in 3 ma la terza persona, ora, vuole dimenticare quei giorni.

Compriamo un po’ di dolci, due passi fino al ponte San Giorgio e ci sdraiamo nel parco. Ecco lo ricordo così Roberto, in quel momento. Un’immagine nitida, l’ultima volta senza scorta. L’ultima volta che ci siamo sdraiati, all’aperto a mangiare e chiaccherare senza pensare alla camorra, ai casalesi e all’alleanza di Secondigliano. Mi ricordo ogni singolo colore e foglia di quel pomeriggio. La mia mente l’ha immagazzinato come se già sapesse quello che sarebbe successo.


Un secondo amico è Arnaldo Capezzuto. E’ sempre colpa di Francesco se ho conosciuto questo concentrato di ossa e caratteri mobili. Arnaldo l’ho incontrato una mattina di primavera, in piazza Bellini. Odore di caffé e peschi. Uno scricchiolo che ha piegato un clan. Ha piegato, da solo, i Giuliano: i boss di Forcella, i camorristi delle foto con Maradona. Ha piegato il clan di Luigi Giuliano “Lovgino”, l’autore di “Anna se sposa”, che, oggi, Gigi d’Alessio canta in giro per l’Italia. Arnaldo è un taccuino e una macchina fotografica. Documenta tutto, chiede, importuna, fa il suo mestiere. Non arretra mai, la notizia la dà, sempre. A Forcella lo cercano ancora, non è andato giù che abbia fatto abbattere una costruzione abusiva dei Giuliano per dare spazio alla scuola Annalisa Durante – 14enne morta per mano della camorra -.

Per finire Pino Maniaci: “Partinico non è Palermo. [...] qui è aperta battaglia”. Pino è per me un piatto di pesce in riva al mare. E’ le urla di Letizia che grida: “Stop”, alla fine di due ore di Tg. Pino è odore di macchine che bruciano e occhi che si abbassano. Pino è lo sguardo di chi è sempre pronto ad aiutarti, è la voce di chi non si fa piegare.

Se passate per Partinico, in mezzo allo scirocco hanno piazzato una diga antimafia. E’ una piccola emittente locale, un’emittente che fa tremare i boss, perchè non è l’uomo che fa paura ma le sue idee.

Tre uomini al fronte. Non lasciamoli mai soli: sul fronte meridionale chi è solo è meno di uno.

 

Commenti all'articolo

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.200) 10 settembre 2008 16:26
    Rocco Pellegrini

     Amo tanto Napoli e l’Italia del sud ma la vergogna delle varie mafie è senza fondo.
    Devo dire che Persone come Saviano e le altre di cui parli appaiono come un grosso riscatto per quel popolo che, purtroppo, continua ad essere connivente.
    Forse, lo spero, il loro esempio sarà la farfalla frattale che genera il ciclone della rivolta contro questa gentaccia che disonora il sud.

    • Di Francesco Piccinini (---.---.---.119) 10 settembre 2008 18:52
      Francesco Piccinini

      Il riscatto deve venire dal basso, Roberto o Pino sono esempi ma bisognerebbe darsi da fare realmente.
      La camorra si sconfigge sull’economia: basta comprare fumo,erba e qualsiasi droga, basta cd falsi, basta il falso in generale.
      Piccole cose che ogni cittadino può fae per togliere i soldi al sistema.

  • Di Annalisa Melandri (---.---.---.106) 11 settembre 2008 01:35

    E tanta informazione... denunce, denunce, denunce, scritte, cantate, disegnate, urlate, sussurrate. La Mafia deve sentire che ha un intero paese contro e non solo poche sparute persone.
    Saluti.

  • Di Lorenzo M. (---.---.---.55) 1 ottobre 2008 17:21

    onestamente rabbrividisco a vedere paragonato un intellettuale coraggioso come roberto saviano a un piccolo delinquente di provincia come il factotum di telejato, che ha una sfilza di precedenti penali gravi e documentati e ora appare all’esterno, a chi non lo conosce, una specie di eroe. sinceramente, noi che lo conosciamo da quando era un piccolo maneggione di piccoli appalti pubblici, da quando veniva condannato e scontava vari anni di galera per emissione di assegni a vuoto, ricettazione, truffa, ecco a noi vengono un pò i brividi. perchè combattere la mafia, purtroppo, non è solo urlare insulti ai mafiosi in galera e dire che la mafia fa schifo come faceva Totò Cuffaro ma è mettere il proprio impegno al servizio della legalità. Sputtanare genericamente la mafia e poi violare costantemente la legge secondo voi a chi serve, in fondo? Alla mafia, ai mafiosi e ai loro amici che poi corrono a dargli solidarietà in televisione? Se Maniaci - ex galeotto, con centinaia di denunce e molte condanne passate in giudicato, che vive al di sopra della legge ricattando politici, commercianti, amministratori - è un eroe, allora siamo tutti eroi. E la mafia, quella vera, ringrazia. Quella vera, non i ragazzini di 17 anni che vogliono fare gli spacconi. Quella vera.

    Il giornalismo dei cittadini è utile se è capace di uscire dal coro. Continuate a scrivere sempre lo stesso articolo: un giorno con Pino Maniaci. Dovreste andare un attimo più a fondo. Venite per un giorno a Partinico, non da Pino Maniaci. Andate in giro per i negozi, le strade, i quartieri malfamati. Entrate nelle case delle persone e negli uffici postali. Registrate il degrado e la povertà civile e umana che si respira nel nostro paese. Annusate il clima dei rapporti sociali, delle relazioni umane. Poi, per una volta, oltre a fare da compari all’eroe antimafia, provate criticamente a seguire un suo programma televisivo: e poi, onestamente, sappiate dire se in quel contesto si respira e si trasmette all’esterno una nuova idea di legalità, di rispetto reciproco, di democrazia, di responsabilità.

    Non fermatevi anche voi alla superficie. Certo, la macchina mediatica ha bisogno di personaggi-eroi da dare in pasto a lettori e telespettatori, non c’è tempo nè interesse per approfondire, per guardare i fatti da tutte le prospettive e misurare, pesare, confrontare. Ma ci sono danni storici e sociali a cui non si può porre rimedio. Il clima di odio, prevaricazione, violenza verbale e non solo, cattiveria e insulti personali veicolati da questo personaggio hanno devastato i residui avamposti di civiltà democratica di Partinico. Anni fa migliaia di persone scendevano in corteo contro l’inquinamento della distilleria Bertolino: oggi che Tele Jato insulta e dice via etere che la "Bertolino è una seminatrice di morte" (senza prove, purtroppo) e viene condannato per diffamazione aggravata, quale motivazione volete che smuova le coscienze dei cittadini a darsi da fare? 

    E poi una domanda semplice semplice, di fronte alla quale Marco Travaglio e Michele Santoro hanno ritirato l’invito a partecipare ad Annozero fatto a Maniaci: come mai, dopo un iniziale avversione, Tele Jato è diventato il principale sponsor della più grande speculazione edilizia e commerciale della Sicilia occidentale, ovvero il mega centro commerciale Policentro che una società brianzola intende costruire a Partinico? L’affare Policentro è al centro di varie inchieste della Procura di Palermo, la mafia si sta già spartendo gli appalti e la politica marcia su questa incredibile speculazione da anni, promettendo nelle ultime due campagne elettorali migliaia di posti di lavoro. Inchieste della Procura, carte false per far approvare la delibera, violazione del piano regolatore, interessi palesi della mafia: di fronte a tutto questo Tele Jato cavalca l’affare. Non vi sembra strano neppure un pò? Non vi viene di farvi una domanda, anche una sola? 

    Certo, molto più comodo ridurre tutto all’eroe antimafia, accostarlo a Peppino Impastato (povero Peppino che si rivolta nella tomba) e adesso perfino a Saviano... Roberto vive sotto scorta, Maniaci con la scorta si va a prendere il caffè al bar alessi per fare lo sbruffone. Bel paragone, complimenti vivissimi. Con questo approccio, la mafia prolifererà altri 100 anni.

    • Di Partinicese serio (---.---.---.186) 1 ottobre 2008 18:38

      Caro Lorenzo, almeno in questo blog hai scelto questo nome, come al solito stai dando una visione distorta della verità, utilizzando il web come tuo solito, infangando il nome di persone che la vita la mettono in gioco in favore di valori come l’onestà e la trasparenza delle amministrazioni. Pino Maniaci ha fatto tutto ciò scegliendo il mezzo dell’informazione, cose che a quanto mi risulta non riesce bene a te.
      Sulla questione policentro è veramente ridicolo il racconto la tua versione dei fatti, basterebbe rivedere le puntate di telejato notizie per vedere quante volte pino si è scagliato contro tale progetto e contro il malaffare dell’amministrazione partinicese che aveva avallato tutto ciò.
      Peppino può continuare anche a rivoltarsi sulla tomba dato che gentaglia come te continua tramite dei blog fantocci e parodie dell’informazione ha molestare e infangare l’attività di un giornalista VERO riconosciuto unilateralmente dalla stampa nazionale in quanto tale e dai cittadini che lo seguono in massa tutti i giorni.
      Se fossi una persona perbene diresti la verità anche sulla scorta di Pino, che il caffè in quanto galantuomo lo offre a chiunque e magari ne hai bevuti diversi anche tu quando ti faceva comodo, la utilizza con parsimonia per motivi strettamente professionali, vorrei vedere te a fare interviste con due carabinieri dietro. In ogni caso ti ricordo che la scorta non viene autoassegnata ma ci sono delle procedure tali che fanno si che questo accada.
      Caro Lorenzo continua a farti le markette e a scrivere cazzate, ma se proprio non hai altro da fare vatti a prendere un buon caffè amaro, dato che ai bocconi amari ci se i pure abituato 

    • Di (---.---.---.61) 6 ottobre 2008 02:18

      Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa Piccinini di tutto ciò-

      Ero al Cinema L’Aquila ed o visto come abbracciava Maniaci.

      E’ proprio sicuro che quell’abbraccio non lo strozzerà?

    • Di Francesco Piccinini (---.---.---.253) 6 ottobre 2008 08:39
      Francesco Piccinini

      Se era al Cinema L’Aquila sa bene cosa penso di Pino. Le accuse che gli sono state rivolte le conosco bene e so anche di cosa si tratta. Sia l’assegno a vuoto, sia la condanna. Sulla scorta? Voi l’avete vista al Cinema Aquila? Non l’ho nemmeno vista quando è venuto a cena da me a Bagheria e nemmeno quando giravamo insieme per Partinico. Volete dire la scorta quella che ha fatto un "buco" di un’ora consentendo a "qualcuno" di dare alle fiamme la sua macchina?
      Putroppo i due signori che attaccano Pino sulla rete lo fanno da anni e lo continueranno a fare solo per infangare il suo nome.

      Esempi concreti:

      > "Bertolino è una seminatrice di morte" (senza prove, purtroppo) -

      L’aumento della temperatura dell’acqua ha dimostrato che la Bertolino scaricava nel fiiume... La sentenza è passata in Cassazione nel Febbraio 99 e ha condannato la signora Bertolino.
      Copio link
      http://www.peppinoimpastato.com/vis...

      >Tele Jato è diventato il principale sponsor della più grande speculazione edilizia e commerciale della Sicilia occidentale, ovvero il mega centro commerciale Policentro -

      "Lei è l’assessore al Policentro?" Domanda posta a Pino Maniaci all’assessore al Comune di Partinico per sapere del Policentro...Puntata di martedì 12 agosto in cui Pino attacca il policentro? Vuoi la registrazione? è sul mio Pc.

      Ciò detto caro Lorenzo, dato che sono mezzo siciliano e, putroppo, i fatti di quella terra li conosco bene spero che le tue idiozie tu le vada a scrivere da un’altra parte. Io le mie affermazioni le ho documentate con sentenze della cassazione e registrazioni video. Parli di scorta, quando Pino ha la tutela, che è cosa ben diversa. Parli di Roberto senza conoscerlo.
      Sii almeno preciso!
      O forse hai ragione tu... Chiudiamo telejato e leggiamoci tutti il Giornale di Sicilia.

    • Di Francesco Piccinini (---.---.---.253) 6 ottobre 2008 08:40
      Francesco Piccinini

      scusami rispondevo sia a te che a Lorenzo...

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