Gli oppositori di Cavalli cadono sempre più in basso.
Rinvenuti 23 proiettili davanti al teatro in cui sarebbe dovuto esibire l’attore
e candidato in Lombardia come indipendente nell’Italia dei Valori.

Milano. Parcheggio del Teatro Oscar. Pomeriggio. Il direttore di sala del teatro si accorge della sinistra presenza di 3 proiettili nello spazio riservato al posteggio delle auto antistante l’edificio. Dato l’allarme alle forze dell’ordine, giunge la Digos che ne rinviene altri 20. Pochi euro di munizioni stanno a certificare quanto sia grande la viltà di chi non vuole che un ragazzo innamorato della libertà e della giustizia contribuisca a rendere un po’ più fresco e pulito l’alito della nostra politica.
Giulio Cavalli sarebbe dovuto andare in scena la sera con la replica del suo spettacolo “L’Apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe”, tratto dall’opera del premio Nobel italiano Dario Fo. Con il pubblico già accomodato in sala, l’artista lodigiano sale sul palco non per intrattenere i suoi spettatori con il suo riconosciuto talento ma per comunicare loro quanto accaduto e la conseguente decisione di annullare la rappresentazione.
“Sicuramente a queste condizioni non ho più la tranquillità di poter fare il mio lavoro. Considero troppo importante il contatto con il pubblico e non ho nessuna intenzione di perderlo. Non riesco a concepire che la mia vita e soprattutto il mio lavoro debbano essere così duramente stravolti da questi eventi.”
“Avrei voluto vederli questi omuncoli mentre gettavano a terra la loro viltà scambiandola per coraggio. Avrei voluto vedere il loro sguardo vuoto mentre pensavano di compiere un gesto importante.”
“Vorrei solo che non si parlasse più di coincidenze e che tutti cominciassero a capire che questi segnali sono pericolosi e lo sono perché coloro che li causano si sentono talmente impuniti da non preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle loro azioni. A questo punto continuerò a pretendere da me stesso e dagli altri che il diritto (dovere) di lavorare mi sia garantito.”
Le amare parole di Giulio Cavalli testimoniano la difficoltà a cui va incontro qualunque cittadino che si oppone al malaffare e alle organizzazioni criminali e la stanchezza di chi vive una vita blindata a cui viene impedito persino di svolgere il proprio lavoro.
Amare sono state anche le parole dell’on. Di Pietro, fresco di rinomina alla testa dell’Idv, che commenta: “Giulio Cavalli è un ragazzo stupendo, che dice quel che pensa e grida in difesa della Costituzione, contro persone che gli vogliono male soltanto per il suo impegno civile. E’ per questo che noi dell’Italia dei Valori vogliamo dargli la nostra massima solidarietà ma anche la massima copertura perché gli stiamo tutti intorno e vicini”. E ancora: “Non ne parla assolutamente nessuno ma noi dobbiamo farci sentire. Anche perché intorno all’Idv ne sta succedendo una ogni giorno che passa. Ieri i bossoli a Cavalli, l’altro ieri hanno bruciato la macchina a un giornalista vicino a Idv, che so doveva candidarsi a Reggio Calabria. Sono persone libere, soggetti scomodi che non si vuole fare entrare nelle istituzioni, proprio per questo noi ce li dobbiamo mandare”.