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18 anni di ruggiti: il Coniglio di Radio2 diventa maggiorenne. Ce ne parla Antonello Dose

Su Radio 2 Rai ruggisce ogni mattina raccontandoci in chiave ironica la nostra realtà: è il Ruggito del Coniglio, trasmissione satirica di Dose e Presta che quest’anno affronta un anniversario importante: 18 anni in onda, un record per i varietà quotidiani radiofonici italiani. Ne parliamo proprio con una delle due voci, nel tinello di AgoraVox entra Antonello Dose. 

Salve Antonello, l’augurio giunga sincero e corposo da AgoraVox: con il Ruggito del Coniglio sono quasi 18 anni di satira e nel riascoltare i podcast delle primissime puntate si sente ancora quella freschezza, quel mordente, quella voglia di smontare la realtà per renderla divertente e umana. La satira in radio è una palestra di giovinezza?

Si, direi che la mission del programma, che è divertire il pubblico, ci ha obbligato negli anni a tenere alta la guardia, a cambiare continuamente rubriche, a inventare nuovi personaggi... e come nella vita, l'esercizio continuo aiuta a mantenersi giovani, se ci pensi è una bella fortuna! Siamo aiutati, a dire il vero, da una attualità nazionale unica al mondo. Solo da noi abbiamo avuto un premier che viene utilizzato come brand nel quartiere a luci rosse di Amsterdam per vendere filmini porno (tanto per fare un esempio).

Eh eh proprio vero. La nostra attualità – specie quella legata alla politica – sembra rincorrere la satira. Raccontaci gli esordi, come è nata l’idea del Ruggito del Coniglio, il nome, il format?

Era una notte buia e tempestosa, il vento agitava le foglie della foresta, in lontananza si sentiva il verso dell'alce in amore. A un certo punto davanti a me e a Marco è apparso in una nuvola di luce Elvis Presley e sculettando come Shakira ci ha ordinato: "Fate Il ruggito del Coniglio, col pubblico, in diretta! Parlerete di attualità, di politica e di costume…”. Insomma, non ricordo bene perché è successo tanto tempo fa ma è andata più o meno così. Una sorta di predestinazione...

Dose&Presta {JPEG}

All’interno della trasmissione si vive una forma di suggestiva e armonica fidelizzazione con gli ascoltatori: ogni mattina è un rito familiare, una rilettura collettiva anche attraverso gli aneddoti di chi chiama o chi partecipa in studio ai “coniglio and friends” e ai “conigli da camera”?

Sono tutti parenti, si potrebbe pensare. In fondo è così: è proprio l'apporto del pubblico - sempre divertente, informato, affettuoso - che rende la trasmissione interessante! Una trasmissione radiofonica quotidiana è una sorta di rito collettivo, così con molti degli ascoltatori si è creata una sorta di relazione parentale il che spiega gli omaggi alimentari che ci arrivano in redazione.

Ricordi alcune delle storie più strane, curiose o particolari che hai avuto modo di ascoltare nelle lunghe ore di diretta?

Ci sono tantissimi aneddoti, più legati al contesto in cui è avvenuta la telefonata che alle parole in se che si dimenticano. Ricordo un autista di carro funebre che ci ha chiamati mentre era in servizio, oppure un chirurgo in sala operatoria o l'oratore di un CIM che utilizzava il programma con i suoi assistiti... Insomma, il programma racconta la vita che è sempre più sorprendente di quanto due autori possano immaginare.

 I telefoni di radio2 sono un esempio di democrazia partecipativa, per parlare con voi basta comporre un numero verde. Vi è capitata mai qualche telefonata difficile da gestire?

E' accaduto molto raramente per fortuna. Gli italiani, se vogliono, sanno auto-regolamentarsi rispettando le regole che un programma su rete pubblica impone. Ricordo un nostalgico della monarchia, l'autista di un ministro in carica. Diciamo che se c'è un'anomalia psichiatrica si capisce subito dalla voce per cui istintivamente cerchiamo di limitare i danni. 

Tra le tante rubriche realizzate la scorsa stagione c’è stata anche la “Top Vergognation”: la classifica delle notizie per cui vergognarsi di appartenere al genere umano. Qual è stata la notizia peggiore che hai dato all’interno di quella rubrica? 

C'è solo l'imbarazzo della scelta: consultando le agenzie online si possono individuare alcune serialità. C'è il filone gaffe e figure del cavolo, quello del ladro idiota... ma il mio preferito è quello del politico impunito. In questo senso ti proporrei in tal senso una notizia di un paio di settimane fa (peccato non essere stati in onda) in cui un sindaco ha punito la vigilessa alle dipendenze del suo comune per aver multato l'autista dell'auto blu di De Mita che stava andando alla "sagra della polpetta". Che vuoi aggiungere? Sembra una notizia inventata per quanto è perfetta per una Top Vergognation!

Lo stile inconfondibile dei Conigli è approdato tempo fa anche su Raitre con “Dove osano le quaglie”, che differenze hai riscontrato nel fare satira in radio e in tv?

E' tutta un'altra cosa! E' proprio un altro mestiere. In TV le parole diventano pietre, preferisco la radio anche se devo riconoscere che come ascolti siamo anche andati bene. Faticoso fare la tv senza soldi, troppo faticoso...

Parliamo un po’ di te! Come per Marco Presta (che è reduce dalla realizzazione di due romanzi ironici “Il paradosso terrestre” e “un calcio in bocca fa miracoli”) a microfoni spenti c’è molto altro: ad esempio leggo che sei un sostenitore delle filosofie orientali legate al Buddismo e supporti le iniziative in difesa dei diritti di gay e lesbiche. Due realtà che ancora oggi in Italia vengono osteggiate dal Vaticano e dalle forze politiche conservatrici. Che ne pensi?

Sono gay da quando sono nato, anche se ne ho preso coscienza dopo i vent'anni... Questo Paese manifesta segni di arretratezza grave nei confronti di molti cittadini come me che pagano le tasse e che avrebbero diritto a maggiore considerazione. Ma prima o poi vinceremo. Non si può fermare troppo a lungo la storia. In questo senso ritengo che ci sia grande differenza di effetti se si segue un credo religioso o un altro. Ricordo una citazione del Mahatma Gandhi "Ammiro Cristo ma non i cristiani. I vostri cristiani sono così diversi dal vostro Cristo". Ogni insegnamento religioso è rispettabile se mette al centro l'Umanità. La questione semmai è quella della coerenza. Per esempio il cattolicesimo italiano in politica è stato una delusione per troppe generazioni. Sarà difficile riacquistare la fiducia del Paese. Ma è bene che ognuno abbia la libertà di fare e credere ciò che pensa faccia bene alla sua vita. Sono stato cristiano e ora sono buddista da 23 anni. Personalmente sono entusiasta degli insegnamenti di Nichiren Daishonin. Ho la fortuna di far parte dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e di seguire i consigli del mio mentore Daisaku Ikeda. Il mio approccio è stato molto razionale, come si dice "provare per credere". 

Tornando al Ruggito del Coniglio, vi trovate on-line all’indirizzo www.coniglio.rai.it ma avete anche una nutrita pagina su facebook che al momento registra più di 170 mila amici e il dato è in costante aumento. Cambiano e si evolvono le tecnologie ma la radio sembra non conoscere crisi, sopravvivrà alle innovazioni?

E' proprio grazie al continuo adeguamento alle nuove tecnologie che il ruggito si mantiene in salute realizzando con questa diciottesima edizione forse un record per i varietà quotidiani radiofonici italiani. Pensa che potenzialità ha manifestato per il nostro programma la diffusione della telefonia cellulare. Il pubblico ci può chiamare da qualsiasi luogo. Prima dovevi essere in casa, in ufficio o vicino a una cabina. Poi sono arrivate le mail, a seguire abbiamo iniziato ad utilizzare gli sms in diretta. Ora abbiamo questa community online che ha la forza di un network a se stante. Se ci pensi poi, solo qualche anno fa era impensabile parlarsi in video su Skype, roba da Star Trek, adesso è una cosa molto comune. Credo che tutta la nostra generazione cresciuta davanti alla tv abbia ormai un'impostazione tecnologica. Personalmente amo giocare, se scovo una novità mi informo, non resisto, la compro. I led luminosi mi mettono allegria. 

 
L’appuntamento allora è per il 10 settembre (dalle 8 alle 10 su radio2). La squadra è quella vincente di sempre: la colonna sonora di Max Paiella e Attilio Di Giovanni, le incursioni dell’attore Giancarlo Ratti che recita i titoli dei giornali, tante rubriche e la vostra inconfondibile lettura (o rilettura dell'attualità). Come festeggerete la maggiore età?

Come tutti a diciott'anni faremo baldoria togliendoci le soddisfazioni a lungo attese. Le prime cose che mi vengono in mente sono che come programma possiamo finalmente prendere la patente, votare e andare a vedere i film porno senza essere fermati in biglietteria. Chiederemo agli ascoltatori di mandarci delle cartoline di auguri (non e-mail) e organizzeremo il ballo delle debuttanti. Siete tutti invitati a festeggiare con noi!

 

 

LINK. Leggi anche: “Il nuovo rinascimento di Radio e Tv nell’era digitale. Intervista a Giuseppe Mazzei”.


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