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Il Crocefisso in Italia

Di (---.---.---.61) 22 marzo 2011 18:04

Sono felice dell’impostazione di questo articolo perché esso, attraverso il richiamo del principio della "maggioranza", dimostra la sua totale inconsistenza. In materia di diritti individuali, infatti, il criterio della maggioranza non valere perché, in caso contrario, la "maggioranza" degli italiani ad esempio -in quanto di pelle bianca- potrebbero discriminare i neri: il che è chiaramente inammissibile. Sul punto è peraltro superfluo che mi dilunghi, perché la Corte Costituzionale ha costantemente affermato questo principio che, oltre tutto, è stato ribadito a mio favore nella sentenza con la quale il CSM che mi ha rimosso. Ne riporto questo passo testuale:
"Dal carattere “fondante” della libertà di coscienza deriva anche che nelle vantazioni costituzionali relative ai profili dell’eguaglianza in materia religiosa il dato quantitativo, l’adesione più o meno diffusa a questa o a quella confessione religiosa, non può essere rilevante (sentenza n. 925 del 1988 e n. 440 del 1995, n. 508 del 2000), “il richiamo alla coscienza sociale... è...vietato là dove la Costituzione, nell’art. 3 primo comma stabilisce espressamente il divieto di discipline differenziate in base a determinati elementi distintivi, tra i quali sta per l’appunto la religione...Diversamente ragionando, si finirebbe per rendere cedevole la garanzia costituzionale dell’uguaglianza rispetto a mutevoli e imprevedibili atteggiamenti della società” (sentenza n. 329 del 1997)."
Concludendo, mi sembra elementare che, così come sui mezzi di trasporto hanno il diritto di salire e sedersi tutti coloro che hanno pagato il biglietto -indipendentemente dalla circostanza che siano bianchi o neri, cattolici od ebrei- alla stessa stregua nelle aule giudiziarie hanno il diritto di entrare e di occupare le pareti pubbliche tutti coloro che sono esseri umani, indipendentemente dal colore della loro pelle o del loro credo. E dal momento che è un atto di criminale discriminazione impedire ad un nero di sedersi su un seggiolino del treno o del tram (spero che vi sia consenso su questo) ritengo che sia altrettanto discriminatorio vietare ad un ebreo di esporre sulla parete di un tribunale la sua menorà, dal momento che ai cattolici lo Stato consente di esporre il loro crocifisso. Come non si riescano ancora a capire certe ovvietà è, per me che sono stato cacciato dalla magistratura per aver preteso di avere gli stessi diritti e la stessa dignità dei cattolici, un vero mistero.
Grazie e cordiali saluti.
Luigi Tosti


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