In effetti l’articolo l’ho letto. Fin troppo bene, vista la qualità dei contenuti.
A parte le considerazioni sul Premier e su questo Governo alla frutta, di cui non prendo certo le difese, le riporto una frase dell’articolo a dir poco tendenziosa:
"Allora, perchè i docenti con parecchi anni di servizio, anche se non abilitati, non sono ritenuti capaci di insegnare ai giovani?"
Questa affermazione è una libera interpretazione dell’autrice... ad usare un eufemismo.
Ho letto la bozza del regolamento sulla formazione dove c’è scritto che sarà valorizzato il servizio prestato in termini di punteggio, per l’accesso al percorso abilitante.
L’importante però è che ci sia selezione e numero programmato bene. Nessun ingresso automatico, come chiedono adida e altri...
Infatti in questa evenienza il precariato si "riprodurrebbe" , come si suol dire.
Infine si parla di " un sogno", riferendosi all’insegnamento.
Ma cosa vuol dire: anche la carriera prefettizia o diplomatica sono un sogno per moltissima laureati, ma solo chi vince una selezione è degno di entrarci.
Quindi si informi Lei, cara signora!