Epilogo >
Al centro il tycoon da tutti apprezzato. Il leader assertore del “ghe pensi mi”.
Un uomo che dispone in abbondanza di tutte le risorse (uomini e mezzi) necessarie per ogni evenienza. Il Cavaliere che, per indole e prestigio, non può “cedere” a gesti sinonimo di resa o di viltà.
Ecco allora il dilemma irrisolto.
Quanto vale il “plauso” collettivo di fronte alla difesa di un impero imprenditoriale?
Quanto può pesare una “agibilità” politica sulla bilancia delle “libertà” personali?
In concreto.
A tanto politico, di “rara capacità”, a nulla giova imboccare una via d’uscita “obbligata” che non eviti i possibili effetti “restrittivi” di processi tuttora pendenti.
Fin quando il Cavaliere riuscirà a “digerire” l’alternativa tra un percorso “condizionato” e la via della fuga?
La storia attesta che la Febbre del Tribuno non conosce né remore, né limiti fino a …