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Pasquale La Rocca non è Piermario Morosini: gli operai muoiono nell’indifferenza

Di Renzo Riva (---.---.---.68) 11 giugno 2012 05:44
Renzo Riva

Per evitare di essere frainteso ecco il post

della risposta dell’amministratore  Samantadipersio’s Blog
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admin
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Ciao Renzo,

partiamo dal presupposto che lavoro dall’età di 14 anni perchè a casa mia non esistevano le vacanze estive quando finiva la scuola. Quindi so perfettamente cosa significano i sacrifici ed il lavoro. Raccogliere testimonianze non significa sentir dire, significa ascoltare, significa andare in giro per l’Italia a raccogliere testimonianze e scoprire che quando si parla di infortuni sul lavoro non esistono differenze territoriali: accadono al nord come al sud. L’Ilva, ti accomuna il cognome con il proprietario Riva, è il ricatto del lavoro. Così come la Fiat. Siccome do lavoro, posso decidere il bello e cattivo tempo, questo significa che i lavoratori sono sotto ricatto, a maggior ragione chi fa sano sindacalismo. Ormai non esiste più la classe operaia, esiste l’operaio. Con l’indivudualismo non si può andare da nessuna parte, dunque si possono smantellare i diritti conquistati nel tempo. Se devo esser sincera uno sciopero di 8 ore cosa cambia? Ha mai cambiato qualcosa negli ultimi anni? Non mi risulta, il problema è che si muore sul lavoro e non si ferma nemmeno la produzione, un corpo senza vita è un numero e come tale si sostituisce. Pensa nel 1998 moriva Ruggero Toffolutti alla Magona di Piombino, aveva denunciato ad un collega sindacalizzato la paura di lavorare su macchinari insicuri. Ruggero è morto ed il sindacalista non ha testimoniato ciò. La causa della morte, secondo l’accusa era Ruggero stesso che la mattina è arrivato a lavoro ed ha tolto i sistemi di protezione. Ha reso “giustizia” a Ruggero la polizia scientifica che ha esaminato la polvere accumulata sulle protezioni e risultavano essere state tolte da mesi. La Magona esiste ancora, sono morti altri operai ma i colleghi dimenticano perfino la morte dei colleghi, ormai scivola tutto addosso perchè è così che ci hanno voluto. Se ognuno pensa per sè il destino del Paese non può essere diverso da quello che vediamo.

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