secondo me ha invece ragione Riotta, quello è giornalismo partecipativo nella stessa misura in cui quello di Riotta sarebbe giornalismo
suggerisco la lettura de "la società dello spettacolo" di G. Debord, per capire bene il senso dello pseudo giornalismo di Riotta e di altri
Riotta non ha il cruccio di informare, deve attirare il maggior numero di persone e bombardale di sciocchezze utili a farne degli spettatori, la formazione di cittadini informati è quanto di più lontano dai suoi scopi
non a caso il premier quando parla degli italiani li definisce -pubblico-
il pubblico è ovviamente qualcosa di diverso dal popolo o dai cittadini
il pubblico può solo osservare passivamente, l’unica opzione che ha verso la politica spettacolare è il "cambiare canale" o il rifiutarsi di assistere allo spettacolo, così alla fine non importa nemmeno la qualità dello spettacolo, al contrario tanto più sarà banale, tanto più riuscirà a banalizzare e a dequalificare la cittaninanza in audience passiva