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Il Print on demand non è editoria

Di fernanda cataldo (---.---.---.216) 1 novembre 2011 21:08
fernanda cataldo

sì, credo che si tratta di un modo superficiale e incompleto parlare dell’autopubblicazione in questo modo. come per dire: chi pubblica sulmiolibro.it, scrive solo "schifezze", invece c’è di tutto, anche dei buoni scrittori. paghi sì, ma sei libero e non condizionato da case editrici disoneste. ed è da considerare che la case editrici tradizionali difficilmente escono da un certo giro di autori, per altro non sempre "buoni" ma facili da distribuire. il discorso vale anche per il giornalismo online, ci sono buoni articoli e pessimi articoli, ma senza questa possibilità non potremmo leggere i buoni articoli. non so, il discorso è molto vasto. magari anche Campana, deriso e rifiutato da tutti avrebbe avuto la possibilità di farsi leggere mentre era vivo, con questo nuovo strumento.


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