Però quando andavo a scuola mi hanno insegnato che se ricopri un ruolo (specialmente se istituzionale) le tue parole hanno un peso perché rappresentano a volte una categoria, a volte un’istituzione a volte un’intera nazione. E quindi non potresti parlare a vanvera. Una cosa è se lo fai come Silvio B. una cosa è se lo fai da premier. A cosa è servito impararlo se poi questo "processo etico" non viene rispettato e il premier parla come un cabarettista, il ministro della difesa parla come un balilla appena tesserato, Gasparri parla sempre come se fosse un contraddittorio pagato a Porta a Porta?
Se Berlusconi parlasse come editore mediaset o Gasparri come rappresentante di An non mi spaventerei di una frase semi-razzista, nè tantomeno chiederei difesa da una battuta: è il loro pensiero e se la vedono loro. Ma in questo momento loro parlano come Italia, rappresentano l’Italia e come tale simboleggiano tutti noi!
Mi spiace ma resterò sempre convinto che un’alta carica non può dire frasi come "col tricolore mi ci pulisco il culo" e cavarsela aggiungendo dopo un sorrisetto.
A presto
Fab