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I padroni delle menti artificiali

Di Damiano Mazzotti (---.---.---.29) 12 marzo 12:33
Damiano Mazzotti

"L’IA può essere vista come uno specchio: riflette le gerarchie culturali, quindi tende a rafforzare narrazioni mainstream, stereotipi e interpretazioni nazionali. Insomma amplifica ciò che è già forte e silenzia ciò che è già debole. In questo senso, l’IA non è neutra, bensì è conservativa più che rivoluzionaria". L’Ia risulta classista: "Le prestazioni migliori sono riservate a chi può pagare... l’accesso gratuito offre versioni meno potenti e più limitate... Inoltre, gli utenti non paganti contribuiscono comunque al sistema, fornendo dati, interazioni e correzioni che addestrano l’IA senza alcuna remunerazione. Si crea così un doppio livello: chi paga ottiene valore, chi non paga produce valore per altri (L’intelligenza artificiale non sostituisce il sapere umanistico, lo rende necessario; su Fanpage).


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