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Dieci anni dalla crisi migratoria del 2015

Di Attilio Runello (---.---.---.176) 3 novembre 2025 16:51

Si tratta di un fenomeno molto complesso che si è cercato di ridurre ai sentimenti di solidarietà da una parte e di paura dall’altra. I politici hanno cavalcato i sentimenti delle persone. Il continente africano così come tutti i paesi mussulmani sono in forte crescita demografica e per quanto si facciano sforzi anche notevoli da entrambe le parti politiche per aiutarli in una crescita economica nei loro paesi i flussi migratori sono inevitabili e ci sono sempre stati. Noi parliamo della situazione in Europa e delle conseguenze dei flussi di migranti nei nostri paesi: è evidente che paesi che non sono in grado di dare casa e lavoro ai propri cittadini che cosa possono dare ai migranti? E se gli danno qualcosa la tolgono ai propri cittadini. E quindi buon senso vuole che si pongano limiti all’immigrazione. l’Africa ha raggiunto un miliardo e duecento cinquanta milioni di persone. E si stima che almeno cento milioni sono emigrati in altri paesi o ci vivono come profughi. Nei paesi ricchi di petrolio e concentrata gran parte della emigrazione. Sono decine di milioni e in Italia non ne sa nulla nessuno. Dal Bangladesh, Pakistan e India si spostano in aereo verso altri paesi mussulmani. In Africa i confini tracciati in epoca coloniale vogliono dire poco. Tanti si spostano verso i paesi relativamente più ricchi come Libia, Algeria, Sudafrica anche per lavori stagionali. E quindi: che cosa può fare l’Europa?


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