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  • Di pv21 (---.---.---.228) 2 maggio 2015 19:02

    Genialata >


    In concomitanza con la cerimonia ufficiale d’apertura dell’Expo qualcuno ha avuto la “brillante” idea di rimettere mano al testo dell’Inno Nazionale e far cantare al coro di bambini-adolescenti un gioioso “siam pronti alla vita”.


    A costo di apparire pedanti non si può non fare osservare la faciloneria e l’insipienza con cui si maneggiano simboli e concetti. Sia in termini di principio che di merito.


    In ogni cerimonia ufficiale l’Inno Nazionale va eseguito rispettando, al meglio, l’integrità della versione originale. La ragione è semplice.

    Come la bandiera anche l’inno ha un’unica funzione precipua: simboleggiare l’identità di una nazione. Tant’è che nei cerimoniali, in ogni parte del mondo, sono rispettate precise modalità nel riprodurre gli inni nazionali.


    Secondo.

    Non ha alcun senso far dire a dei bambini “siam pronti alla vita”.

    Se ciò vuole essere un modo per proclamare il possesso di energia vitale, anche i neonati sono esempio di grande vitalità.

    Se invece s’intende il bagaglio di conoscenze e di esperienze che occorre per affrontare la vita quello dei bambini-adolescenti è ben lungi dall’essere “pronto”.


    Ergo.

    Non dà prova di “maestria” snaturare il valore ed il significato di Parola e Merito

  • Di pv21 (---.---.---.144) 28 aprile 2015 12:43

    Paradosso >


    Il premier Renzi non intende cedere di un millimetro sull’approvazione del suo Italicum perché sarebbe diventare “minoranza della minoranza”.

    Stiamo parlando dell’unico strumento con cui ogni cittadino sceglie i propri “rappresentanti” incaricati di governare il paese e di determinare la vita ed il futuro di un’intera collettività.


    Chi sono i fautori di tanto “decisionismo”?

    C’è chi “motiva” il proprio assenso in base alla semplice necessità di evitare ulteriori inconcludenti discussioni e rinvii.

    C’è chi si spinge a cogliere, nell’impianto posto a base dell’Italicum, i segni dell’orientamento verso forme di presidenzialismo e bipartitismo presenti in varie democrazie occidentali.

    Nel contempo, sia gli uni che gli altri, si guardano bene dall’evidenziare quella che è una basilare “difformità”.

    In nessuno (proprio nessuno) paese “democratico” dell’occidente è riscontrabile la contemporanea adozione di meccanismi istituzionali insieme convergenti in un regime di stampo autoritario

     Nel dettaglio.

    1) Una unica Camera elettiva demandata a legiferare. 2) La maggioranza assoluta dei seggi di detta Camera conferita in “premio” al singolo partito più votato. 3) Un Capo di Governo che assomma poteri da Capo di Stato.


    Qui sta il paradosso.

    Fare appello al confronto democratico tra maggioranza e opposizione per accreditare un sistema che di fatto toglie ruolo e voce a ogni minoranza.

    E come antipasto per i Deputati la “precettatapresenza obbligatoria in Aula per il voto.

    Allo stesso modo nel paese del Barbiere e il Lupo si dettano soluzioni davvero singolari …

  • Di pv21 (---.---.---.205) 25 aprile 2015 19:22

    VIRTUOSISMI >


    Il Premier Renzi, cattolico osservante sensibile al messaggio del Giubileo, dovrebbe avvertire la spinta a compiere un vero “atto di misericordia”.

    Tipo decidere di … andarsene a casa (sua).

    Per il paese sarebbe quasi un altro 25 aprile.

    Pia illusione? Anche per questo è difficile vivere una Fede, senza miracoli

  • Di pv21 (---.---.---.205) 25 aprile 2015 19:14

    Virtuosismi >


    Il Premier Renzi, cattolico osservante sensibile al messaggio del Giubileo, dovrebbe avvertire la spinta a compiere un vero “atto di misericordia”.

    Tipo decidere di … andarsene a casa (sua).

    Per il paese sarebbe quasi un altro 25 aprile.

    Pia illusione? Anche per questo è difficile vivere una Fede, senza miracoli

  • Di pv21 (---.---.---.66) 22 aprile 2015 19:35

    Mistificare >


    Quando M. RENZI afferma che in democrazia è la maggioranza che decide in realtà “surroga” il presupposto di una sorta di legge del più forte.


    Primo.

    In democrazia vera maggioranza è quella sancita con il voto espresso dalla maggior parte del corpo elettorale. La storia del Parlamento testimonia che si possono formare maggioranze differenti a seconda delle tematiche in esame.

    Secondo.

    I partiti nascono e operano da libere associazioni di cittadini orientati a promuovere delle finalità politiche. Ogni eletto a stare in Parlamento rappresenta la Nazione e non è soggetto a vincolo di mandato.


    Per contro.

    Non corrisponde affatto a spirito democratico cercare di imporre un modello elettorale (Italicum) che al partito con 1 solo voto in più degli altri attribuisce in “premio” la maggioranza assoluta dei seggi dell’unica Camera legiferante.

    Non è certo prova di democrazia elargire una maggioranza “gonfiataper togliere peso e voce alle restanti forze politiche, ridotte in blocco a minoranza.

    Certi “proclami” ricalcano i toni tipici di un Dossier Arroganza


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