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Commento di Enrico Pronzati

su La crisi del ballo liscio


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Enrico Pronzati 26 aprile 2009 17:03

 Io ritengo che questa crisi se la siano un po’ cercate le orchestre: in un momento in cui spopola il ballo latino americano, o meglio il caraibico per iniziare a fare un po’ di precisione anche nel mondo del ballo, io ho pensato di aprire una scuola di ballo a Torino dove a farla da traino per tutte le discipline è proprio il ballo liscio e tutti i miei allievi lamentano di dover fare parecchi chilometri per trovare una sala dove poter ballare il liscio. A Torino, a parte i classici 2 o massimo 3 posti, non ci sono sale dove ballare liscio. Io sono nel mondo del ballo da quasi 30 anni e sinceramente ritengo che lo spazio per continuare a far crescere il liscio ci sia ma se le orchestre si lanciano all’80% a fare brani di Renato Zero, Ranieri, Celentrano che mettano in mostra la bravura, a volte discutibile, dei propri cantanti non lamentiamoci poi se gli amanti del liscio lo abbandonano. Assisto a parecchie serate di piazza qui in Piemonte dove orchestre anche sconosciute propongono liscio e la pista è sempre piena. I miei corsi hanno allievi dai 20 ai 50 anni e iniziano a stancarsi del caraibico perché il vero divertimento lo hai con la nostra tradizione del ballo liscio. Io sono convinto che come tutte le cose c’è un momento di calma ma a breve il liscio tornerà ad essere una moda. Anziché annunciare la crisi e aspettare che i politici facciano qualcosa pensiamo, se veramente amiamo il liscio, ad insegnarlo anche gratis e trasmettiamo la vera passione e vedrete che sarà una situazione di calma apparente.


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