RETAGGIO
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Nei 3 mesi appena trascorsi il nostro DEBITO pubblico è cresciuto di
circa 43 miliardi, di quasi il +2%. Nel contempo il PIL è aumentato del +0,2% (circa
3.350 milioni).
E’ da aggiungere che una tale marcata differenza non è una
novità del 2017. Si sta riproducendo l’infausta combinazione già vista da svariati
trimestri.
Nel merito.
Di fatto si dimostra che la “svolta” tanto promessa e le decantate riforme “epocali” servono a ben
poco se difettano le “ingenti” risorse necessarie a ridare ossigeno (spinta) a
un mercato interno segnato dalla crisi.
Cosa aspettarsi.
In questo clima da perdurante
campagna elettorale parlare di come, dove e quanto “incidere” per liberare tali
risorse è diventato vero argomento “tabù”. Perfino la Commissione UE sta per
ora tergiversando sul fronte delle “scadenze” procedurali.
Di più.
NON sarà
affatto invidiabile la posizione di quel governo (?) che, a settembre, avrà l’incombenza
di stilare i contenuti per la Legge di Stabilità del 2018.
Soltanto ALLORA appariranno
chiare la reale entità e le tappe forzate di una non più differibile manovra
“correttiva” (decine miliardi).
Resta solo da augurarsi che l’effetto “traino”
di un’economia mondiale in più decisa ripresa ci renda meno amaro il boccone da
digerire.
Di sicuro vedremo certi esponenti politici, oggi dal facile sorriso
stampato, cambiare faccia e “sermone”.
Anche nel paese del Barbiere e il Lupo
non mancano soluzioni davvero …