Il problema non è il nazionalismo, i problemi sono i dettagli giudiziari di cui parli che non si possono conoscere perché gli inquirenti indiani, contro tutte le garanzie dei processi (sbagliati o meno) di un paese civile, li hanno in larga parte segretati (esempio i tracciati radar, la possibilità di parlare con il dottore che ha effettuato l’autopsia, la perizia balistica svolta solo in laboratorio e non sulla nave e non con la presenza attiva dei carabinieri come erroneamente indicato da un certo giornalista italiano in India ecc.). In Italia, nei processi, le prove, almeno quelle fisiche, non vengono distrutte e sono rese disponibili al collegio di difesa. Anche il paragone che in altri blog fanno con il Cermis non ha senso perché le prove a carico del pilota sono state condivise tutte con gli USA (l’India non ne ha condivise nessuna sia con il collegio di difesa sia con i giudici italiani) e poi è finita come sappiamo, ma è la condivisone delle prove che dimostra se uno stato è in buona fede o in malafede. Come si fa ancora a credere ciecamente all’India dopo che ha abilmente reso impossibile poter ricostruire i fatti su prove reali e riproducibili dalla difesa. Ecco qualche esempio di ciò che non è segretato (se hai tempo e voglia leggi alcuni giornali non filo governativi indiani): i corpi dopo una velocissima autopsia sono stati fatti sparire e mai messi a disposizione dei dottori della difesa (come nel caso degli altri 2 italiani liberati dopo 5 anni per prove false. Ma ci sono molti altri casi documentati); il capo pesca che può porre l’incidente in più momenti della giornata lontani fra loro senza che nessuno abbia il minimo dubbio (ha cambiato almeno 3 volte la versione ai microfoni delle TV indiane e non); la barca riconsegnata (ripeto riconsegnata) al proprietario e abilmente fatta marcire rendendo di fatto impossibile qualsiasi altra perizia dalla difesa; dopo un mese di indagine sulla E.L. la polizia del Kerala arriva alla conclusione che i fucili che hanno sparato non sono dei due marò (uno sbagliato poteva capitare ma tutti e due si sono sbagliati? Ma in quale film?); le pallottole che ordinatamente colpiscono a due a due prima il legno e poi i pescatori dei quali uno con un colpo parallelo alla linea di mare (da più di 23 metri da 125 metri su una barca alta meno di 3 metri?) E con tutti i colpi dichiarati dallo stesso capo pesca dovrebbero essere tutti morti! E così via… esemplare anche la ricostruzione delle tv indiane che riproduce l’incidente (lo può verificare chiunque) con una grafica di due navi alte quasi uguali (23 e 3 sono uguali?) e così rendere facile credere che uno possa essere colpito da una pallottola da tempia a tempia parallela al mare.
Ormai, comunque, esattamente come per altri italiani in India, il processo mediatico ha già deciso chi sono i colpevoli indipendentemente dalle prove alterate e/o distrutte che in molti paesi renderebbe nullo il processo…ma qui si vedrà perché mi risulta non ci sia ancora nessun processo.
A proposito ... sulla questione dei 2 pesi e 2 misure, l’India non è da meno, anzi. I 6 marinai militari indiani che hanno massacrato i 15 innocui e disarmati pescatori thailandesi (erano 16 ma uno si è salvato e li sono iniziate le magagne che comunque non hanno infastidito più di tanto i pescatori indiani) non sono mai stati processati perché secondo le autorità indiane è stato un semplice scambio di pescatori per pirati che non può essere sanzionato. Ma non hanno detto da poco che i due marò non erano abbastanza esperti nel capire se erano pescatori o pirati? (penso che 2 sia diverso che scambiarne 15 o 16). Vale la stessa cosa per i militari indiani che hanno violentato decine di donne e bambine in Congo (parecchie delle quali si sono suicidate perché rifiutate dai loro uomini).
E dopo 3 anni, dove, su oltre 26 rinvii, solo a 3, l’Italia si è opposta, un grosso dubbio sulla colpevolezza non viene? Altro piccolo particolare su un episodio simile successo da poco: i pescatori indiani (e la loro polizia) continuano a spergiurare che i marines americani gli hanno sparato contro senza avvisarli e senza un motivo (come nel caso dei nostri militari, se ciò fosse successo veramente) ... peccato che su quella nave fosse montato un sistema di videosorveglianza evoluto e dal filmato dell’incidente si vede che le cose non sono andate così (avvisi visivi, sonori e chi più ne ha più ne metta...ma niente, i pescatori sono andati avanti ed è successa la tragedia). Al lupo al lupo docet ...eccome!