Abbagli >
Magistrati e corpi speciali che da
anni contrastano le organizzazioni malavitose hanno l’esperienza e gli
strumenti per disvelare ogni fattispecie di reato criminale. Quindi, se
incaricati, ogni forma di corruzione.
Quello che però serve è il riordino, in
modo organico, della copiosa produzione legislativa in materia di opere
pubbliche, oltre che delle norme attuative e “integrative”. Serve altresì rendere
veramente eccezionale (quasi impraticabile) il ricorso a regimi “in deroga”. Così
come occorre disciplinare e dettagliare il reato di corruzione in atto pubblico,
ivi comprese le relative pene (anche accessorie).
In tale contesto non è
affatto chiaro il ruolo della istituenda Autorità nazionale Anticorruzione. In
pratica si connota come un’ulteriore struttura che evoca l’immagine di
“super-commissario” governativo, con poteri ad hoc. Scelta di pronta “esecutività”,
ma orientata in senso contrario all’auspicata e promessa “semplificazione”
burocratica. A cominciare dall’inutile moltiplicazione di "controllori" designati a vari livelli.
Per contro. Una volta realizzata la succitata revisione dell’intero
pacchetto normativo sarebbe sufficiente un mero Ufficio di coordinamento e di gestione
unificata delle grandi opere ancora eccezionalmente “commissariate”.
Sintesi. Una
cosa è lanciare un percorso che è tutto in divenire. Altra cosa è “sfoderare” provvedimenti
ad impatto immediato. Cambiare non è “abbagliare” il Consenso Surrogato di chi
è sensibile alla fascinazione ...