Questa del libro all’anno la dovevo ancora sentire nella vita, ma del resto tu non sai chi sono io e io non so chi sei tu, per cui va bene.
Quello che non va bene sono le chiacchiere dei professorini di provincia che raccolgono qua e là frasi mal tradotte (perché le lingue non le sanno) di qualche premio Nobel (due su duecento, beninteso) e le propinano al popolo, che in tempi di ignoranza galoppante (italiani ultimi fra i paesi OCSE in lettura/comprensione e penultimi in far di conto) e di crisi economica si aggrappano a quello che possono. Sai perchè io ce l’ho con i grillini, come sicuramente sei tu? Perché sono la replica dell’Uomo qualunque di Giannini, della prima Lega Nord e così via. Sai ultimamente quanti ne ho sentiti di grillini sparare fideisticamente sproloqui come "il debito è una risorsa" (e l’Italia paga all’anno 90 miliardi di soli interessi sul debito!), la "decrescita felice" e baggianate del genere?
E comunque, per tagliare la testa al toro, se credi a quello che dice il signor Bagnai da Pescara crederai anche al suo giudizio su Grillo, che ti riporto testuale testuale:
"È di destra l’idea che la crisi sia frutto della nostra corruzione e del debito pubblico, pienamente sostenibile nel breve e lungo termine. Grillo ha fatto propria tale lettura associandola a ricette come il reddito di cittadinanza o il mancato pagamento del debito, che allarmano inutilmente i mercati” Grillo si è prestato dunque al disegno reazionario e liberista che, imputando al settore pubblico le colpe di un colossale fallimento del mercato finanziario privato, punta a ridurre il peso dello Stato nell’economia tagliando scuola, sanità universale, previdenza."