Io del sogno di Casaleggio non ho capito un punto. In realtà tanti, ma mi sono soffermato su uno: in un sistema in cui sia prevista la democrazia diretta, non rappresentativa, in cui un cittadino esprime il suo voto direttamente, ogni volta... a che serve il parlamento? A che servono i portavoce, come li chiama lui? Se il cittadino la esprime la propria voce direttamente, a che serve quella che diventa una casta la cui funzione diventa fumosa?
Sempre più fattoria degli animali, tutti uguali ma alcuni più uguali di altri.
Non so se avete notato una cosa nell’attuale corso del M5S: tutti sono a tempo, da chi ricopre cariche pubbliche (massimo due mandati) a chi fa il portavoce, tutti con una scadenza nota sin dall’inizio. E’ un modo per depersonalizzare i ruoli, evitare personalismi e che qualcuno emerga con il suo carisma (eventuale). Insomma, evita che i singoli abbiano visibilità, diventano sostituibili. Tutti tranne due: Grillo e Casaleggio, che a questo punto assumono un ruolo fondamentale non solo per la posizione impari che assumono, ma per la continuità della stessa, cosa che offre loro una visibilità notevole.
In un sistema-movimento in cui tutti sono a scadenza, loro sono l’unica certezza, l’unico punto fermo.
Un po’ comodo diventarlo così, per statuto.