Beh, un brigante dell’epoca avrebbe risposto a Cialdini che se ne potuto stare tranquillamente a casa sua, non è che i Savoia abbiano portato tutto questo benessere nel meridione. E poi, diciamola tutta, pecunia non olet e i conti del regno di Sardegna non erano così floridi.
Parafrasando un vecchio motto, quando al nord vivevano ancora sugli alberi, al sud avevamo i filosofi.
Ma lasciando perdere la storia e arriviamo ai pregiudizi.
E’ assolutamente vero. Un "pregiudizio" abbastanza diffuso al sud riguardo il razzismo settentrionale è che i peggiori sono proprio gli emigrati, che devono dimostrare di essere integrati (o sentono di doverlo dimostrare) estremizzando e rinnegando la loro origine, come se essere nati a sud di Roma fosse una specie di peccato originale da cui ripulirsi e stigmatizzare.
Io credo che il razzismo non sia causato da comportamenti ma abbia più una base psicologica, di educazione, di abitudine. Il sud Italia, per la sua posizione geografica, è entrato in contatto, nel corso di secoli di storia, con molte culture, non fosse altro che per le varie dominazioni che si sono succedute. Noi del sud siamo un po’ spuri (con l’eccezione di qualche popolazione che ha vissuto in modo abbastanza segretato perché dimorava in luoghi poco accessibili). E proprio perché siamo un coacervo di tante culture, abituati a vederne di ogni, tendenzialmente non abbiamo mai visto l’altro necessariamente come un pericolo, il diverso come un possibile nemico. Abbiamo una matrice identitaria più allargata rispetto al nord, dove il campanilismo ha fatto storia anche notevole. Non credo sia un caso che il razzismo si sia sviluppato più al nord che al sud, e non perché quelli del sud fossero necessariamente scimmie, ma per una questione di abitudine a confrontarsi col diverso. Non parlo di meriti, non è che noi del sud siamo buoni e quelli del nord cattivi, sia chiaro, ma di situazioni di fatto che si sono create in secoli di storia e hanno portato a reazioni differenti di fronte alla stessa situazione potenzialmente stressante (?).
E non credo che sia un caso che il razzismo verso i meridionali sia andato scemando quando l’Italia è stata "invasa" dagli extracomunitari. Lì la differenza culturale è ancora più netta e si è scoperto che, nonostante tutto, anche i terroni sono italiani, sempre terroni per carità, ma meglio di questi .... e qui ci potete mettere tutte le popolazioni e relative denominazioni razziste usualmente utilizzate.
C’è però da dire che il razzismo ha preso piede anche nelle regioni del sud, storicamente più accoglienti. La tv fa danni, e la cultura e le matrici identitarie, le mire politiche, passano per il tubo catodico.