Caro Aldo, da quanti anni...non sono un difensore del ministro, tuttavia vorrei farti notare quello che tu già sai bene: il responsabile del dicastero parla, ma sono i suoi collaboratori a scrivere ed a consigliare. Non intervengo nelle considerazioni generali contenute nel tuo articolo. Tutti hanno diritto ad una opinione, qundi anche tu ed io. In Italia, però, da piazza Fontana in poi, non c’è mai stata una regia unica della strategia della tensione o del terrorismo. Questo è un Paese nel quale neppure in una riunione di condominio si riesce a costriuire una maggioranza stabile e qualificata. Lo Stato repubblicano si dissolto quasi integralmente e nello stesso tempo l’economia nazionale è al collasso. In acque tanto agitate è ’normale’ che alcuni matti (criminali) possano sparare o far saltare bombole del gas. D’altra parte se riesce a vincere le elezioni comunali il candidato di un movimento virtuale guidato da un comico tutto è possibile. Così direi che il tema non è come arginare il dilagare di un possibile ’spontaneismo insurrezionale’, ma quali ideali e piattaforme politiche vadano proposte ai cittadini. Ed è qui che la tragedia mostra i contorni della farsa: il vaffanculismo è il nuovo che avanza. A cominciare dal parmigiano e dal prosciutto...
ciao, il tuo antico amico, Roberto Bàrbera