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Il sistema pensionistico a “capitalizzazione” viene additato come la soluzione ottimale anche per i conti pubblici. In pratica all’aspirante pensionato verrebbe “restituito” quanto risultante dalla capitalizzazione dei contributi versati.
Con una speranza di vita di 80 anni la soglia minima d’età potrebbe fermarsi ai 60.
Si dirà che è impossibile. Invece è tutto vero, con un preciso distinguo.
Questi limiti valgono solo per dipendenti in regola del settore industriale.
Visto l’obbligo di versare dei contributi rapportati allo stipendio reale solo loro potrebbero aspirare, compiuti i 60 anni, ad una pensione quanto meno “decorosa”.
Il tutto senza generare oneri aggiuntivi a carico della collettività.
Non è così per gli altri settori di attività tipo agricoltura, commercio, artigianato, ecc..
Sottacere la verità spesso giova al Consenso Surrogato di chi ha fede e si affida …