Purtroppo Emilia devo darti una brutta notizia (sto scherzando) , a decidere un trattamento pensionistico equo per i parlamentari (ma non solo) sono i soggetti direttamente interessati ,ossia i parlamentari stessi . Ergo nessuno riuscirà mai a convincere questi viceré a ridursi i loro privilegi .
Il paese può anche sprofondare nella melma più nera che a questi la cosa non fa letteralmente un baffo .
Dopo la riforma delle pensioni Amato e quella maroniana più recente ,i nostri figli avranno il calcolo della pensione su base contributiva (praticamente un salasso) , il prolungamento dell’età pensionabile fino al limite dei 70 anni e le finestre di uscita ai 18 mesi se non addirittura ai 24 .
Ti faccio notare che già oggi chi va in pensione con 35 anni di contribuzione e 62 anni di età per un totale che fa 97 , se autonomo , ha una finestra di uscita a 18 mesi , che significa che percepisce materialmente l’assegno mensile 18 mesi (!?) dopo che ha maturato il diritto .
Paragoniamolo al trattamento pensionistico che si sono riservati questi viceré e dimmi cosa aspettiamo ad inforcarli o ad impalarli lungo le strade come da antica usanza romana . Se non altro si risparmierebbe in energia elettrica.
ciao