Il dialogo con l’U.E.
Non è condivisibile l’articolo in oggetto nella sua incongruenza.
Da una parte dichiara che il nostro paese è isolato in ambito europeo relativamente al problema dei migranti clandestini ed evidenzia la ridicola e insulsa minaccia di Maroni che auspica che l’Italia esca dall’Europa.
Dall’altra non si dà alcuna ragiopne e spiegazione di questa situazione e presa di posizione di Maroni.
Si dice solo che il governo italiano è incapace di realzionarsi con gli altri (sic !, senza spiegazione logica, indicando come causa l’ostruzionismo straniero contro i clandestini e come rimedio europeo un ridicolissimo muro al confine tra Francia e Italia per impedire il passaggio dei clandestini).
Si indica alla fine come auspicabile una fantomatica soluzione europea condivisa (quale ?).
Nulla invece si dice sulla realtà dei fatti, e cioè che il traffico illegale e la tratta degli esseri umani clandestini a fini di lucro è stata utilizzata e promossa da Gheddafi per ragioni politiche, di potere, e pecuniarie personali, ricattando con minacce e misfatti continui l’Italia e l’Europa.
Inoltre che il traffico è organizzato, gestito e distribuito illegalmente sul teritorio italiano dalla Mafia (così come il traffico di droga, armi e "monnezza").
Infine che il governo italiano e Maroni non hanno fatto nulla di positivo, anzi nella loro insipienza e incompetenza non hanno fatto altro che tollerare e persino favorire, con i patti di amicizia, insieme alle organizzazioni pseudo-assistenziali a fini di lucro, il traffico, la tratta e lo sfruttamento clandestini e delinquenziali degli esseri umani.
Il "dialogo razionale" con gli altri paesi europei, come dice l’articolo, potrà essere realizzabile quando Maroni, o chi per esso, comincerà a fare un pò di pulizia nel traffico illecito dei migranti contro i potentati di Gheddafi e della Mafia illegali e ricattatori, e quindi il proprio dovere nei confronti dell’Italia e dell’Europa, prima di accampare pretese a fare critiche agli europei, che non sono degli scemi come quì si immagina.