Ieri sera mi sono guardata la trasmissione fino all’uscita di scena di Annunziata. A quel punto mi sono sentita, da giornalista, solidale al 100% con lei ed ho lasciato anch’io. Ero davvero disgustata per come il conduttore Santoro ( che mi appare sempre più come un domatore-imbonitore, una specie di Zampanò alla "pummarola" ) ha inteso fare una trasmissione su Gaza e la Palestina.
Ma è giornalismo questo? A me è apparso più una trasmissione "delle lacrime" ,peggio, molto peggio di quelle della Carrà o della De Filippi. E infatti la Jebreal si asciugava le lacrime e gli altri presenti non sapevano se piangere o andarsene.
Si, perché chi da casa e in studio avrebbe voluto farsi un’idea più chiara, più vicina alla realtà, del conflitto, beh, ieri sera è uscito soltanto incazzato.
Come si fa, caro Santono, affidare ai farneticanti discorsi di due ragazze invasate, la spiegazione del perché del massacro? E dove sta la pietà, come vorrebbe la deontologia professionale, verso una bimba che a malapena riesce a respirare ( ha una ferita alla testa, ci hanno spiegato) a pronunciare una sillaba e invece la si continua a interrogare? Il padre ha permesso che la si riprendesse, che un giornalista la interrogasse, certo Santoro ha soltanto mandato in onda. Ma di fronte a tanta violenza, lui, il Santoro-guru avrebbe dovuto rinunciare allo scoop.
Santoro si è comportato come quel tale che per farti capire una situazione, ti sferra un pugno in faccia
Più ignobile di così c’è soltanto Annozero.