Un posto al sole ha ancora senso oggi? La soap opera più longeva d’Italia è arrivata al capolinea!
Non emoziona più, non dice più niente. Fioccano le critiche sulla soap opera più longeva d’Italia nota come UPAS.

A detta di molti, soprattutto da diversi telespettatori storici e fedeli che la seguono fin dagli albori probabilmente è arrivata al capolinea. Non coinvolge più, è ripetitiva, trame scontate e banali spesso alla Beautiful. L’appuntamento resta fisso in orario serale ma spesso la si guarda forse perché non si ha altro e di meglio da fare. Abitudine. Ma le abitudini dopo un pò iniziano a stancare. Napoli sempre protagonista, il palazzo Palladini sempre al centro dell’universo, anche se forse necessiterebbe di una bella ristrutturazione, un restyling che sarebbe utile anche a questa telenovela partenopea perché possa poter far dire, finalmente hanno cambiato nastro. Ma la sensazione più diffusa è che puoi fare tutti i giri di questo mondo ma alla fine si ritorna sempre alle stesse trame, alle stesse storie, al visto e rivisto. Al niente di nuovo. Se non sorprende più, è finita. Si è bruciata per molti anche l’opportunità di impiegare al meglio l’ospite degli ospiti, Whoopi Goldberg, una sceneggiatura lineare, forse anche banale, non ha lasciato quel segno, quell’impronta, che ci si aspettava. Un posto al sole probabilmente è in linea con questi tempi, vuoti, scontati, senza idee, appiattito. Ma quando anche i telespettatori storici e fedeli iniziano a stancarsi e a dire che se si continua così non la si seguirà più significa che forse è arrivato il momento di staccare la spina a questa telenovela, se non riesce a reinventarsi e a regalare qualcosa di nuovo, anche cambiando location, stravolgendo la sua essenza, lasciando Napoli e la Campania, per andare ad esplorare nuovi posti, per un nuovo posto al sole, ma a questo punto, ci si dirà, che senso ha? Appunto, ha ancora un senso un posto al sole oggi? Probabilmente no. Non questo UPAS.
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