Aveva ancora il Messenger acceso.Gli amici trillavano, e forse già non c’era più.
Vittorio aveva tredici anni ed ora non trilla più.
Si è suicidato per raggiungere il fratello Sebastiano.
Sebastiano aveva toccato ciò che non poteva toccare: quel motorino a Scampia lo ripagò con tante mazzate ed un colpo alla nuca, tanti rancori ed un’effimera vita di 15 anni buttata nel cesso. Cinque persone sono state arrestate per quell’omicidio e risultano tutte condannate.
Vittorio per quella morte assurda ha sempre incolpato il padre.
Un padre camorrista che trent’anni fa uccise un uomo, e dopo diversi anni di carcere è tornato libero. Ma avrebbe dovuto saperlo che chi uccide in fondo non è mai libero.
Il timbro di Caino ce l’hai marchiato nell’anima.
E’ stato proprio il padre a scoprire ieri pomeriggio il corpo del figlio che pendeva dal soffitto. Vittorio ha lasciato un bigliettino "Chiedo scusa a tutti, tranne a papà che non sopporto".
Hai capito bene, non ti sopportava.
E se hai avuto le palle di uccidere una persona che forse non schifavi nemmeno, quando muore qualcuno che ami, devi avere le palle di non piangere nemmeno. Chi uccide, uccide ogni volta che qualcuno muore, dovresti saperlo.
E domani mentre spari abbassa lo sguardo.
Anche Abele oggi ti ha schifato, Caino.
Anche Abele oggi ti ha schifato, Caino.





