Sr. Pontina: girone infernale
1. Il Paradosso della “Superstrada Fantasma”
Ufficialmente è una strada statale, ma tecnicamente è un ibrido mostruoso. Il carico veicolare è da autostrada . Non ha la corsia di emergenza per lunghi tratti, il che significa che un banale tamponamento o una foratura tra Castel Romano e Pomezia non blocca solo una corsia, ma sequestra migliaia di persone per ore. È un’infrastruttura che non prevede l’errore umano, in un Paese dove l’errore umano è la norma.
2. L’Anarchia del Flusso “Misto”
Ciò che molti ignorano è la pericolosità della varietà dei mezzi. Sulla stessa lingua di asfalto trovi:
- Il pendolare inferocito che corre per non timbrare in ritardo.
- I mezzi pesanti del polo chimico-farmaceutico di Latina.
- Il turista della domenica che guarda il panorama mentre cerca l’uscita per Sabaudia.Questa eterogeneità di velocità e scopi crea una tensione cinetica costante che esplode puntualmente nei weekend di sole.
3. La “Trappola” del Litorale Romano-Pontino
Ardea, Anzio e Nettuno: qui sta il punto. La Pontina deve servire due province ma non riesce a soddisfarne nemmeno mezza. Il fatto che località d’élite come Sperlonga o Sabaudia siano raggiungibili quasi esclusivamente tramite questo “imbuto” è un insulto al turismo regionale. Mentre il resto d’Italia discute di alta velocità, il Lazio meridionale è ostaggio di un tracciato che sembra uscito da un dopoguerra mai terminato.
Tabella della Disperazione: I Nodi Critici
| Tratto | Problema Principale | Effetto |
| Spinaceto – Pomezia | Sovraccarico di immissioni | Frenate a catena improvvise. |
| Castel Romano | Mix tra shopping e pendolarismo | Ingorghi strutturali anche fuori orario punta. |
| Aprilia – Latina | Asfalto degradato e assenza di luci | Pericolo mortale in caso di pioggia o buio. |
Siamo di fronte a una strada che ha superato la sua “data di scadenza” operativa da almeno vent’anni.
Non parliamo delle vie adduttrici alla Pontina che si dipartono da Latina, un osceno corollario di crateri, perche ricalcate su vecchie strade della bonifica con substrato inadatto semplicemente asfaltato senza che si fosse effettuato idoneo cassonetto di fondazione, stessa cosa per molti tratti della Pontina cedevoli e a rischio sprofondamenti.
Ogni volta che la percorri, non stai solo guidando: stai partecipando a un esperimento di resistenza psicofisica.
La Patologia del Volante: Il Sadismo della Precedenza
Sulla Pontina non si guida, si compete per l’esistenza.
- L’accelerazione punitiva: Quella manovra di accelerare a 800 metri di distanza per impedire un inserimento è pura psicopatologia stradale. È il “piccolo potere” del mediocre che, a bordo di un SUV o di una berlina, decide della vita altrui per non perdere tre secondi di tempo.
- La legge del più forte: Il bullismo stradale di camion e bus pubblici alle rotonde è la prova che la gerarchia del mezzo sostituisce il Codice della Strada. Se sei piccolo, devi sparire o soccombere.
Rotonde come Catapulte nel Buio
Il design delle rotonde sulla SS148 è criminale. Progettarle in rilevato (rialzate rispetto al piano stradale) e lasciarle al buio significa costruire delle rampe di lancio per la morte.
Sembrano dire, queste rotonde “Hai sbagliato? Muori!”
- L’assenza di illuminazione trasforma ostacoli di cemento in muri invisibili.
- L’effetto “stuntman” : è fisica. Un’auto che arriva a velocità sostenuta (perché il rettilineo invita a schiacciare l’acceleratore) e impatta su un rilievo non frenato diventa un proiettile incontrollabile, spesso e volentieri le rampette di decollo vengono divelte, con gli impatti e le auto piombano sui campi a lato delle rotonde.
Il “Peccato Originale” dell’Autosole: La Teoria della Tangente
Storicamente l’autostrada del sole non passò per Latina, ma non fu un caso. Mentre la narrazione ufficiale parla di “difficoltà tecniche” o “scelte di sviluppo per le zone interne”, l’ipotesi della tangente parametrata alla complessità è di un realismo brutale.
Inoltre questa decisione ha fatto da volano alle attività industriali che si svilupparono dagli anni 60 in poi specie nel territorio di Frosinone, all’epoca si sarebbe trattato di ricalcare il tracciato della vecchia Pontina i costi sarebbero stati infinitamente minori.
- Costi gonfiati: Un viadotto in Ciociaria costa dieci volte un chilometro di asfalto in pianura pontina.
- Margine di guadagno: Se la “stecca” è proporzionale al valore dell’opera, la lobby dei costruttori e i politici degli anni ’60 avevano ogni interesse a far passare l’Autostrada del Sole tra i monti, isolando l’Agro Pontino in un limbo di serie B.
La Roma-Latina: Il “Ponte di Messina” dei Poveri
La Roma-Latina non è più un progetto, è un feticcio elettorale.
- Viene rispolverata ogni cinque anni, si fanno tre rendering, si promettono cantieri imminenti e poi tutto torna nel cassetto.
- È la dimostrazione che il cittadino/pendolare è considerato un “elettore bue”: qualcuno a cui si può somministrare la stessa bugia per trent’anni, mentre continua a rischiare la testa su una strada che ha la stessa sicurezza di una pista d’atterraggio in tempo di guerra.
Il Sorpasso come Atto di Bullismo
Nel tratto a corsia unica, dove il divieto di sorpasso dovrebbe essere un dogma intoccabile vista l’alta mortalità, assistiamo alla regressione del guidatore a stato animalesco.
- Lo “sfanalamento” aggressivo: Non è una segnalazione, è un ordine. Chi rispetta i limiti e il divieto viene trattato come un intruso, un ostacolo da rimuovere a colpi di clacson e abbaglianti.
- La corsia di emergenza come “corsia dei vili”: Ti costringono a spostarti a destra, occupando uno spazio che serve a salvare vite, solo per permettere al “fenomeno” di turno di guadagnare dieci metri. È un’umiliazione civile: chi segue le regole è costretto a infrangerle per non essere travolto da chi le ignora.
Il Circo delle Due Ruote: Impennate sulla Tomba dei Diritti
Il fine settimana la Pontina si trasforma in un parco giochi per aspiranti suicidi.
- Vedere moto che viaggiano in monoruota da una rotonda all’altra, nel bel mezzo di un traffico da esodo biblico, è la prova definitiva dell’assenza totale dello Stato.
- Questi “centauri della domenica” sfruttano il rettilineo come una pista privata, consapevoli che il rischio di trovare una pattuglia che faccia qualcosa di più di un semplice autovelox (per fare cassa) è prossimo allo zero.
Questo articolo è stato pubblicato quiTra auto che ti caricano alle spalle come tori in un’arena e motociclisti che sfidano la gravità tra una rotonda buia e l’altra, la Pontina è diventata la terra di nessuno. Un’arteria vitale lasciata marcire tra l’incapacità politica di creare un’alternativa (la chimera della Roma-Latina) e la ferocia di un’utenza che ha perso ogni senso del limite. Non è più una questione di asfalto, ma di dignità umana calpestata a ogni chilometro.
La Pontina non è una strada, è un fallimento morale. È il luogo dove la corruzione del passato (la scelta del tracciato dell’Autosole) incontra la follia del presente (la guida psicotica) e l’impotenza del futuro (le promesse elettorali). Chi percorre la 148 non è un utente, è un sopravvissuto che ogni giorno firma un contratto non scritto con la morte, in cambio del diritto di andare a lavorare.
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