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Scuola: bocciato 1 studente su 5

I criteri per i quali si rischia la bocciatura cambiano di anno in anno. Tra questi per esempio, il voto in condotta: i dati per l'anno scolastico 2015/2016 evidenziano solo uno 0,10% di studenti, dal primo al quarto anno delle superiori, che ha avuto meno di sei in condotta. Cos'altro può influire? Il numero di assenze, per esempio, se supera il 25% delle ore totali di presenza. 

Resta una certezza, invece, il numero di materie in cui il voto è inferiore al 6: questo è il vero criterio di bocciatura. 

Infatti, se le materie con insufficienza sono troppe (il numero preciso dipende da ogni singolo istituto, ma di solito il numero è 3) la bocciatura diventa un rischio più che plausibile. Per esempio famoso il caso di Trento, dove uno studente con due insufficienze è stato bocciato, nonostante il ricorso dei genitori. 

E, anche se la bocciatura viene scongiurata essere “promossi con debito formativo” significa passare l'estate sui libri per poter poi dimostare, a settembre, di conoscere la materia. 

Secondo gli ultimi i dati diffusi dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) il tasso di bocciatura si attesta al 22,4%, ovvero tocca uno studente 1 su 5. 

Sempre dal Miur, inoltre, fanno sapere che ggni anno circa il 42% degli studenti italiani ha un debito formativo. Solo il 25% di questi riesci a recuperare la materia l'anno successivo. Se l'esame non viene passato, ancora una volta, si configura la bocciatura. 

Che fare? Sono tante le famiglie italiane che si trovano di fronte a questo problema. 

Spesso un genitore non può occuparsi di assicurare al figlio il bagaglio di competenze necessario per alzare la media in una o più materie scolastiche. Questo per mancanza di competenze o per mancanza di tempo. Inoltre, una figura esterna ha spesso l'autorevolezza che può mancare alla famiglia quando si tratta di istruzione. Per questo l'insegnamento privato è spesso una soluzione, per la famiglia e per lo studente. Trovare un professore per lezioni private non è sempre facile: deve essere competente, disponibile ad orari flessibili e, anche, ad un prezzo abbordabile. 

La scuola, dal canto suo ha risposto a questo problema elaborando il D.M. 80: l'impegno è quello di offrire proposte didattiche che aiutino gli alunni a superare i loro debiti. Per ora però con scarso successo. 

 

Foto: Picpedia

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