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Riparte Presadiretta: la prima puntata, il 3 settembre, è sull’acqua pubblica

Da lunedì 3 settembre torna Presadiretta ogni lunedì alle 21.15 su Rai 3: 7 puntate sui temi di attualità. Si parte con l'acqua pubblica. 

Qual è la situazione della nostra rete idrica? Quanta acqua abbiamo ancora disposizione in Italia? Quanti soldi si dovranno investire sulla nostra rete idrica, per sistemare tutte le perdite e garantire in tutte le regioni in servizio idrico di livello?
Qual è il ciclo di vita virtuoso per la gestione di questo bene prezioso?
Infine, come si vive in una città in cui l'acqua è razionata e se ne ha a disposizione pochi litri al giorno?
 
Bentornata Presa diretta: la trasmissione di inchiesta della squadra di giornalisti di Riccardo Iacona riprende stasera per un nuovo ciclo di 7 inchieste.
 
Dall'acqua bene pubblico, al lavoro senza diritti per arrivare alla sicurezza.
Questa sera si parla di acqua: l'acqua che scorre dai nostri rubinetti e che viene trasportata dalla rete di un sistema idrico, che in molte regioni d'Italia è ormai in mano al privato in concessione.
Che l'acqua sia un bene pubblico importante è bene ribadirlo ogni volta: un bene così importante che non dovrebbe essere messo a mercato, come spesso è accaduto in passato. Gli italiani si sono già espressi nel 2011 con un referendum popolare sul servizio idrico: referendum che aveva bocciato la riforma Ronchi del governo Berlusconi (con la Lega alleata) che dava ai privati la gestione del servizio garantendo pure dei margini minimi di profitto (alla faccia del libero mercato).
Il privato in questi anni (e questo è stato già raccontato da Presa diretta) non si è dimostrato all'altezza: pochi investimenti sulla rete, bollette che schizzano, paesi che rimangono coi rubinetti all'asciutto e famiglie costrette a rifornirsi dai privati.
 
Il pubblico ha dimostrato di saperlo fare, vale l'esempio di Milano:
La rete è completamente ingegnerizzata, per la sostituzione dei tubi vengono impiegate le tecniche più innovative, e dal capoluogo lombardo non esce goccia d’acqua che non sia depurata. In più, sono cominciati gli esperimenti in direzione del geotermico che, se utilizzato per riscaldare gli edifici, consentirebbe l’abbattimento del 17 per cento delle emissioni di CO2 sul territorio nazionale”
 
Ma se l'acqua deve rimanere pubblica come gestione significa che è il pubblico che deve farli quegli investimenti: il futuro che ci aspetta non è dei più rosei.
Fenomeni meteorologici intensi che seguono periodi di siccità, faranno diventare l'acqua un bene ancora più prezioso, da proteggere dagli sprechi: ogni anno ne perdiamo circa il 41%, 3,5 miliardi di metri cubi di acqua sprecata, gettata via, perduta.
 
Per questa inchiesta Iacona e i suoi giornalisti sono andati a vedere cosa stanno sperimentando al CNR per la depurazione dell'acqua e cosa stanno facendo già ora a Brindisi, al centro di depurazione di Fasano, che gestisce il servizio per 40000 persone dell'area metropolitana.
 
Qui prendono l'acqua reflua dall'impianto di depurazione, la raffinano e, in una specie di “masseria dell'acqua”, dove l'acqua del depuratore diventa un lago pulito, che serve anche per l'agricoltura.
Tutto questo è stato possibile grazie ai fondi europei destinati alla regione Puglia (quei fondi europei che valgono miliardi e che l'Italia spende per una miseria).
 
I giornalisti sono andati poi in Irpinia, alle sorgenti del Sele: l'acqua della sorgente è raccolta, grazie a diverse condutture che entrano nella montagna, in un anfiteatro.
Qui si raccoglie l'acqua limpida dalla montagna, 3700 litri al secondo: in questa stazione dell'acquedotto pugliese l'acqua del Sele si unisce con quella del Calore (un'altra sorgente di montagna), in una struttura che porta il nome del ministro Pavoncelli, che nei primi del 900 si dedicò a questa opera pubblica.
L'acquedotto pugliese è la via d'acqua più grande del mondo: dalla Campania arriva fino in Puglia dopo chilometri in galleria.
L'arrivo dell'acqua del Sele a Bari, alla prima fontana, nel 1915
 
Dalla Puglia al Sudafrica, a Città del Capo, 4 milioni di abitanti, che devono fare i conti ogni giorno con la carenza di acqua: una città che attrae ogni anno milioni di turisti ma che, per i cambiamenti climatici (dovuti alle emissioni di anidride carbonica) e per la siccità deve convivere col razionamento dell'acqua.
Negli ultimi 3 anni c'è stato un calo delle precipitazioni del 75%:
 
 
La puntata inizierà con un'intervista al vice ministro Di Maio a cui Iacona chiederà della situazione economica, dello spread in salita, della tenuta dei conti pubblici. E siccome l'autunno è alle porte, anche qualche anticipazione delle prossime manovre del governo, quelle anticipare nella campagna elettorale e nei mesi precedenti: flat tax, reddito di cittadinanza.
L'acqua pubblica è stata per anni un cavallo di battaglia del movimento: cosa intende fare ora Di Maio e il governo Conte per l'acqua pubblica?
 
Sul sito di LifeGate trovate una anticipazione anche dell'intervista al ministro Costa, cui è stato chiesto s e e come sia possibile tornare all'acqua interamente pubblica e quali sono gli investimenti necessari.
 
 
La scheda della puntata: Acqua perduta
 
Questa puntata di PresaDiretta è dedicata all’acqua potabile, una risorsa fondamentale, un bene comune oggi a rischio.Le telecamere di PresaDiretta hanno attraversato il mondo dell’ACQUA PERDUTA, perché in Italia se ne spreca ancora troppa, più del 41% dell’acqua potabile si perde a causa delle reti idriche colabrodo.Ogni anno nel nostro paese si perdono 3 miliardi e mezzo di metri cubi di acqua potabile, il fabbisogno di 40 milioni di persone per un anno intero.Quanta acqua abbiamo ancora a disposizione e cosa fare per tutelarla?
PresaDiretta ha attraversato l’Italia da nord a sud, raccontando le criticità di regioni come la Calabria, ma anche gli esempi virtuosi di grandi e piccole amministrazioni che grazie alla ricerca scientifica e alle innovazioni tecnologiche, gestiscono l’intero ciclo dell’acqua senza perderne neanche una goccia.
E poi PresaDiretta è andata a Cape Town in Sudafrica, dove il riscaldamento globale e la siccità hanno provocato una crisi idrica senza precedenti, una città di 4 milioni di persone rimasta senza acqua. Come si vive quando l’acqua è razionata e ridotta a pochi litri al giorno?L’acqua e la sua gestione sono al secondo punto del Contratto di Governo, in cui si dice che il servizio integrato deve essere pubblico applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011. Ma come tornare all’acqua pubblica? Quanti investimenti saranno necessari e dove trovare i soldi?
PresaDiretta ha raccolto le proposte e le idee delle forze politiche e la testimonianza del nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
ACQUA PERDUTA”, è un racconto di Riccardo Iacona con Elena Marzano, Roberta Ferrari, Massimiliano Torchia, Pablo Castellani.
 
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di elettratim (---.---.---.124) 4 settembre 02:49

    Buongiorno. Soltanto di recente ho visto la puntata sull’acqua pubblica e mi ha interessato particolarmente, perché noi a Campo di Mare, frazione di Cerveteri in provincia di Roma, viviamo quotidianamente un vero calvario. Capita di non avere l’acqua anche per giorni. Ogni volta che cerchiamo di saperne le ragioni, riceviamo notizie diverse: rottura della rete idrica, razionamento per la stagione estiva (senza orari) ed anche per quella invernale. Ieri addirittura un fulmine avrebbe colpito il contatore e le pompe. D’inverno la caldaia non funziona per mancanza d’acqua. Abbiamo aperto segnalazioni al Comune, in particolare dall’Assessorato all’Ambiente, telefonato ai giornali locali, telefonato ad ogni interruzione prolungata ad una persona di riferimento del Comune. Tuttavia, la situazione peggiora di anno in anno, di mese in mese. Talvolta, siamo costretti a prendere giorni di ferie, perché non possiamo lavarci per andare a lavorare. Non riceviamo le bollette da anni. Prima le ricevevamo dall’Ostilia, che pare sia fallita. La situazione è sempre più insostenibile. Non sappiamo più che cosa fare. Potete aiutarci voi? Cordiali saluti.

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