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Report, la Puntata sull’Europa: chi controlla il controllore? | Lunedì 27 novembre

Chi controlla il controllore (europeo)? Di Giorgio Mottola
 
Lo sapevate che la sede di Strasburgo è vuota per 317 giorni l'anno? E che l'Unione ha due sedi, coi relativi costi: in appalti ha speso 349 miliardi di euro, soldi nostri su cui la Corte dei conti vuole fare luce. In totale sono tre le sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo: spendiamo quasi 2 miliardi per il mantenimento delle sedi, il doppio quasi del nostro Parlamento.
Spendiamo soldi per spostare persone e il loro materiale tra le due sedi: solo per spostare il personale spenderemo nel 2018 29 ml di euro.
Poi c'è il trasloco dei documenti cartacei, caricati in baule che sono spostati da colonne di tir: più volte gli Europarlamentari hanno provato a unire le due sedi.
Servirebbe un voto unanime in Parlamento, ma basta il no di un paese, magari la Francia, per tenere le sue sedi.
 
Poi ci sono le spese per le abitazioni dei dipendenti e dei parlamentari: tutte voci dove c'è il sospetto di sprechi e abusi.
E le spese di rappresentanza dei nostri rappresentanti a New York? Ci sono anche quelle, case da 600 metri quadrati per i delegati dell'Unione Europea alle Nazioni Unite.
 
Nel 2014, il rappresentante della Corte dei Conti europea, Vitor Caldeira aveva lanciato l'allarme: ci sono soldi spesi laddove non era necessario, conti sbagliati.
Errori che assommano a miliardi: nel 2015 gli errori sono stati riscontrati nel settore che conta più fondi, l'agricoltura.
Soldi finiti per terreni seminativi che invece erano piste da motocross: il 50% dei fondi per terreni agricoli sono inficiate da errori.
 
Errori anche nei fondi europei per lo sviluppo, come i soldi per i migranti: parliamo di oltre 47 miliardi di euro, fino ad oggi.
I FES hanno un errore su tre operazioni: 54 operazioni su 156 pagamenti, una percentuale enorme, in molti casi mancano anche i documenti per giustificare la spesa.
 
Il 40% degli appalti pubblici europei è viziato da errore: la Corte dei Conti qui mette in discussione 349 miliardi di euro stanziati dall'Europa.
Gli appalti in Europa sono fuori controlli, parlare di problemi è un eufemismo.
Vero però che districarsi nelle regole europee è complicato: la somma delle regole europee, quelle nazionali e quelle regionali è spaventosa, ci si perde dentro.
 
Il giornalista Roberto Ippolito commentava così: se gli europeisti vogliono continuare a gridare viva l'Europa, devono combattere tutte le inefficienze che stiamo vedendo.
 
A controllare il bilancio dell'Europa è un tedesco: per fortuna, verrebbe da dire, visto che anche i tedeschi hanno fatto i furbetti. Per finanziare le loro autostrade, come quelle della Sassonia, dove hanno incrementato il numero di abitanti, mettendoci dentro 1 ml di abitanti in più.
 
In una inchiesta a staffetta Paolo Mondani e Michele Buono raccontano l'Europa che c'è e quella che potrebbe essere.
 
Paolo Mondani è andato a fare in viaggio in Germania: nei negozi della Lidl, dove non si rispettano i contratti collettivi. Dalla Mercedes, che pagherebbe mazzetta per fare immatricolazioni fittizie delle loro auto.
 
Michele Buono si è immaginato cosa accadrebbe se si mettesse assieme l'energia dei paesi europei: l'eolico dal nord e il fotovoltaico dai paesi del sud.
E se ogni paese mettesse assieme ciò che di meglio ha da offrire.
Se ci fosse un welfare unico, un esercito unico …
Se si desse un senso all'Unione.
E invece no, questa Europa è a favore della Germania e a discapito dei paesi del sud.
 
Paolo Mondani – l'occupazione tedesca
Pure la mozzarella arriva dalla Germania: almeno il 50% della mozzarella sulla pizza arriva dalla Germania, che riesce a vendercela a meno prezzo rispetto a quella italiana.
La nostra mozzarella è migliore, fatta col latte prodotto dalla mucca nelle 24 ore. Diversamente dal prodotto tedesco: il loro prodotto costa meno perché in Germania il lavoro costa meno e pure l'energia.
In Italia si è fatto il jobs act per rendere più semplice mandare a casa il lavoratore.
 
Mondani è andato dalla Marchesini, un'azienda di packaging leader in Europa, al pari con le aziende tedesche: rispetto a loro si paga più tasse e si paga di più l'energia.
Ma nonostante il nostro gap, il nostro prodotto vale di più: facciamo però fatica ad entrare in Cina, dove la Germania riesce a lavorare.
I tedeschi hanno un surplus commerciale del 9% mentre il limite è del 6%: sono i padroni d'Europa e fanno quello che vogliono, anche pagare meno l'operaio tedesco a seconda di come va il mercato, cosa che non si può fare da noi.
 
E poi ci anche altre questioni: come quella raccontata dal rappresentante di Confindustria Grosseto, che era anche un venditore Mercedes. Che è stato cacciato dopo aver denunciato una storia di stecche, per figurare maggiori immatricolazioni di auto con questo marchio.
L'ispettore di Mercedes accusato da Salvestroni ha patteggiato una condanna: vinceva premi di produzione non dovuti, per immatricolazioni fittizie.
Significano costi per la Mercedes su cui non pagano tasse …
E quello di Grosseto non è un caso singolo: Mondani ha raccolto altre testimonianze, di concessionari che non hanno denunciato negli anni questo andazzo.
 
In questo sistema ci hanno guadagnato i dirigenti di Mercedes, i concessionari ma solo al breve termine: l'unico che è stato licenziato è stato solo l'ispettore di Grosseto.
E la Mercedes in Germania sapeva di questa situazione? Salvestroni racconta di aver scritto alla casa madre ..
 
Che però risponde a Report dicendosi estranea alla vicenda.
E' il momento di fargli veramente male male male” - così diceva intercettato un manager di Mercedes Italia con Branconi, riferendosi a Salvestroni, dopo la sua denuncia.
 
Dalla macchina tedesca alla locomotiva tedesca: nonostante il record del surplus commerciale, sforato dal 2012, la Germania ha problemi interni.
Com'è accaduto?
LE merci tedesche si vendono di più per i bassi salari e il basso costo: con questo modello stanno però disgregando l'Europa e l'economia mondiale.
Schroeder ha bloccato i salari, nel 2010: da qui è aumentato il surplus, oltre le regole europee, che i tedeschi stessi non intendono rispettare.
 
Il caso Lidl: la multinazionale tedesca fattura 38 miliardi l'anno, prodotto di punta sono marchi col nome italiano, con salari bassi, cattivi rapporti coi sindacati.
Aziende agricole che facevano lavorare dipendenti dell'est, senza contributi, sfruttati: ecco come funziona la locomotiva.
In Baviera, roccaforte della CDU: il valore della materie prima è crollato, per colpa dei prezzi bassissimi imposti dai supermercati agli agricoltori.
Siamo in Baviera ma sembra di stare in Sicilia: come nel sud, anche qui la CDU di frau Merkel sembra non voler difendere i suoi contadini.
E tollerare anche gli stagionali polacchi, pagati molto meno dei dipendenti tedeschi: la loro situazione è migliorata un pochino dopo l'introduzione del salario minimo.
 
IG Metall, il sindacato dell'auto, non può lamentarsi dei salari: ma da qualche anno si sta esternalizzando il lavoro, portando il lavoro a lavoratori dell'est, pagati di meno e meno sindacalizzati.
Ma questo alla Germania non basta.
 
LA situazione reale in Germania è diversa dal paradiso che immaginavamo: a rischio chiusura ci sono aziende come Vaillant, che pur non essendo in crisi, chiudono.
E se un dipendente viene licenziato, si rischia di entrare nel girone infernale della disoccupazione e dei sussidi.
 
Merkel da la colpa agli immigrati, ma è una bugia: nei lander dell'est hanno vinto i partiti di estrema destra, dove hanno smantellato le aziende (ex DDR), causando lo spostamento ad ovest di manodopera a basso prezzo.
 
Debito in tedesco suona come colpa ed è una parola che fa paura: se sei disoccupato ed entri dentro il programma Hartz 4, diventi quasi come un paria. Devi accettare il lavoro che ti danno, anche se hai problemi fisici.
Se non accetti quel lavoro, ti tagliano il sussidio.
 
Obiettivo della Germania è controllare i bilanci degli stati tramite il fondo salva stati, dove è in maggioranza: questo vuole Shauble, a qualunque costo.
Rischiamo tutti di fare la fine della Grecia che in nome dell'austerità è stata spogliata di tutto.
Un'operazione che è stata un ricatto: alla Fraport hanno dato 14 aeroporti greci, senza dare alcun euro, pagherà tra qualche anno quei 1,2 miliardi per lo stato greco, anticipati dalle banche.
 
Chi privatizza in Grecia è la Taiped, dentro cui lavora anche la Lufthansa, un bel conflitto di interesse.
Nel contratti di concessione della Fraport c'è scritto che i lavoratori possono venire da fuori dell'Europa, anche dal Pakistan.
 
Il debito greco ammonta a 330 miliardi di euro: la politica del rigore che risultati ha ottenuto?
50% di disoccupazione giovanile, aumento dell'Iva, del prelievo fiscale, costo del lavoro bassissimo. LA Germania vuole di più: non si accontenta di tagliare il debito alla Grecia a meno di altre riforme.
 
Mondani ha raccontato la storia di un paese sotto Lipsia che sta per essere evacuato, perché nel sottosuolo c'è il carbone.
La politica verde della Merkel va bene ad ovest ma non in Sassonia, all'est: il carbone pesa nelle emissioni della CO2, rispetto ad altre fonti di energia.
La Germania contribuisce molto nell'inquinamento del pianeta: prendevamo in giro Trump perché difendeva i minatori, ma la Merkel sta facendo lo stesso.
Le società di carbone sono in mano ai Land, che significa voti, da strappare all'estrema destra.
E così si radono al suolo paesi per sfruttare il carbone e andare ancora più verso il passato.
 
C'è un muro in Germania, che separa chi sta bene e chi è disoccupato, così ad est la Merkel è stata punita, non vincendo le scorse elezioni.
 
 
State uniti di Michele Buono
Il servizio di Michele Buono da la visione di una Europa diversa, senza lo spread con miliardi di euro da investire in ricerca e sviluppo: è un'Europa che si trasforma in Stati Uniti d'Europa: regole uniche per lavoro, energia, politica estera.
 
Abbiamo una moneta unica ma non una unica politica economica: ai consigli europei non si prendono decisioni tutti assieme, ma sembrano dei ring.
 
Nel 2011 in America c'era la crisi degli stati federali, come il Minnesota, andati in shutdown. Nello stesso momento in Grecia la finanza speculava sulla fine del paese.
L'accordo politico sul bilancio fu trovato, in America, e così nessun servizio pubblico fu chiuso: il sistema è al riparo dalla speculazione perché non c'è da scommettere su nessun crollo, garantisce Washington.
Il governo americano può mettere miliardi di dollari sul mercato per stimolare l'economia: in Ohaio si finanziò la ristrutturazione di case, in California furono finanziate aziende come la Tesla. In Minnesota i soldi li hanno usati per costruire autobus, ammodernati.
Se la Grecia fosse stata la California avrebbe potuto prendere finanziamenti dall'Europa, senza subire ricatti.
Nell'Unione Europa il bilancio è solo l'1% del PIL, mentre in America è pari al 20%: qui sta la differenza.
Potremmo mettere a fattor comune i nostri bilanci, e usare la liquidità per fare investimenti mirati.
Nel Parlamento europeo non si fanno leggi, ma si discutono dossier da presentare alla Commissione Europea, che non è un governo controllato da altri organi, ma che ha un potere esecutivo.
 
L'idea degli Stati Uniti d'Europa è arrivare ad un governo europeo, ministri europei, avere una liquidità fino a mille miliardi di euro, per avere una politica industriale comune, per avere una ricerca comune.
Creare occupazione qualificata in Europa, rilocalizzare la produzione nei nostri paesi, con salari dignitosi: “far alzare la marea” usando le parole del presidente Kennedy, creare benessere per tutti e non solo per pochi.
 
Invece ogni paese va in competizione con gli altri e non si colgono quelle sinergie che si avrebbero mettendo a fattor comune tutte le migliori competenze, tutte le eccellenze da mettere in rete.
 
Reggio Emilia – alla Elettric 80 hanno avuto l'idea di produrre non per il magazzino ma direttamente per il mercato: si creano macchine per collegare il magazzino e la produzione, visionando il tutto dai pc della sede in remoto.
Informatici, fisici, montatori video: tutte figure professionali che qui sono impiegate, di alto livello.
 
Empoli – Cericol: qui si lavora con le nanotecnologie, manipolano la materia a livello atomico, per creare edifici con superfici che assorbono l'inquinamento delle strade.
Queste cellule iniettate nel corpo, possono essere usate in funzione antitumorale, per ora solo in sperimentazione.
 
Se mettessimo tutte queste scoperte a fattor comune?
In Germania, sempre lì, ci sono istituti come il Fraunhofer institute che fanno da ponte tra imprese e ricerca: si ottimizzano le risorse, senza concorrenza.
Le aziende del Silicio della Sassonia hanno battuto le aziende dell'est asiatico: sono imprese che lavorano con i centri di ricerca (come l'università di Dresda), prendono fondi pubblici e creano posti di lavoro.
È un modello che funziona: si potrebbe realizzare degli smartphone capaci di annusare odori per prevenire degli infarti.
 
Potremmo applicare questo modello anche in Europa: Michele Buono ha sottoposto l'idea a Confindustria e alla banca di investimenti europea in Lussemburgo.
Se arrivassimo a questa unione abbatteremo gli spread, le differenze tra i paesi: oggi le aziende italiane pagano di più il denaro rispetto alle equivalenti tedesche.
Un unico contratto europeo, un costo unico del denaro, titoli di Stato europei e non italiani..
 
E invece ogni paese si tiene stretto il suo esercito, le sue ambasciate, le sue centrali, la sua politica energetica.
Spendendo di più nella produzione di armi, per mantenere le ambasciate, per l'energia: se ci mettessimo assieme per un'unica rete energetica, dove si scambia l'eolico del nord col fotovoltaico dei paesi del sud, potremmo arrivare all'indipendenza energetica.
 
Arriveremmo ad un mercato unico dell'energia, per le famiglie e per le imprese: energia a buon mercato che faciliterebbe sia i grandi che le piccole imprese.
 
Dovremmo fare gioco di squadra e invece: invece l'austerità, che aumenta le differenze tra i paesi, le diffidenze con la Germania, le paure verso gli immigrati perché temi che ti portino via quel poco che rimane.
Dal solo mercato unico dell'Energia si alzerebbe il PIL di 1 punto, si creerebbe 1 milione di posti di lavoro. E invece qui ci arrocchiamo sul debito, sull'austerità ..

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