Dottore in Economia e Commercio, interessato alle questioni di economia politica e politica sociale. Ha svolto per oltre 40 anni attività di consulenza economico-finanziaria per grandi imprese di tutt'Italia. Vive a Roma.
Risposta dell’autore, Lionello Ruggieri - In linea generale concordo, ma l’articolo voleva solo evidenziare l’errore commesso da Piga e da quanti suggeriscono di far indebitare il Paese per promuovere lavori pubblici destinati ad alimentare lo viluppo, più o meno interessatamente, senza tener conto che ciò in questo momento è impossibile. Quanto l’articolo è stato scritto il decreto Crescitalia non era ancora noto, neppure per sommi capi. Delle possibilità di incrementare la crescita senza indebitamento ne ho parlato in un precedente articolo.
Steve Jobs ha lasciato come testamento la frase «Siate affamati, siate folli». I nostri giovani generalmente non sono né l’uno né l’altro. Se non sono affamati la colpa è nostra, ma se non sono “folli”, no.
Non credo che agitare una cosa così importante per il 53%
dei lavoratori sia solo una manovra per distrarre, specie ora che appare in
corso una sorta di lotta di classe per distruggere gran parte (se non tutto) lo
Stato sociale.
Sorvolo sulla battuta della tassa sugli iscritti ai partiti, perché i partiti sono strumenti di democrazia ed è lecito (talvolta doveroso) avvicinarsi ad essi. Uno dei problemi è che quasi tutti trovano che la politica sia sporca e per non sporcarsi se ne tengono lontani, lasciando così campo aperto a tutti quelli che sono sporchi o desiderano sporcarsi. Per tornaconto.
A me risulta che i guai dell’Italia sono cominciati prima degli anni novanta, sono cominciati quando il consenso si è cominciato a comprare e smesso di conquistare. E parlo non solo di voto di scambio, ma di politiche che hanno fornito consenso immediato ipotecando depauperando il futuro. Ma questo mi sembra un discorso diverso da quello dell’articolo.