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La Vara di Messina: un’esperienza da non perdere

La tradizione messinese è ricca di festività le cui origini si perdono nella storia confondendosi tra sacro e profano. Quella della Vara è sicuramente la celebrazione più importante e rappresenta un chiaro simbolo della fede dei messinesi alla Vergine. Con l’avvento del cristianesimo nasce la tradizione della Sacra Lettera che consacrerà l’unione tra Messina e la Madonna. 

La tradizione vuole che San Paolo, durante un viaggio per predicare il Vangelo, si fermi proprio a Messina dove riuscì a convertire molti cittadini. La fede dei siciliani divenne così forte che, quando san Paolo nel 42 decise di tornare in Palestina, i messinesi formarono una piccola delegazione per accompagnarlo e per poter conoscere la Madre di persona. Giunti davanti a Maria, le consegnarono una missiva in cui chiedevano la sua protezione. Ella rispose con una lettera scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli, in cui lodava il popolo per la sua fede e assicurava la sua protezione. Da quando la delegazione tornò in patria, l’8 settembre del 42, la ciocca di capelli è gelosamente custodita ed oggi si trova nel Duomo della città. 

Questo forte legame tra il culto della Madonna e i messinesi, spiega perché la festa della Vara, celebrata il 15 agosto, giorno dell’Assunzione, assume un significato così importante per tutta la città. La Vara è un carro di otto tonnellate, alto circa 14 metri a forma di piramide, che viene fatto scivolare sull’asfalto bagnato. Occorrono circa un migliaio di fedeli per trainarlo, attaccati a due gomene di 110 metri ciascuna.

Nei secoli, la Vara ha subito diverse mutazioni, ma resta uno spettacolo che lascia gli spettatori senza fiato: l’assemblaggio del carro la notte tra il 14 e il 15 agosto, la lunga processione lungo via Garibaldi seguita dal delicatissimo passaggio della rotazione in via I Settembre, fino all’arrivo a piazza Duomo. Per assistere a questa suggestiva basta prendere uno dei tanti traghetti Villa San Giovanni Messina e farsi trovare pronti alle ore 19 del 15 agosto, quando il capo Vara dà il via alla processione.

Per conoscere le origini di questa manifestazione bisogna tornare al 1535, quando fu costruita la prima Vara per l’ingresso di Carlo V in città, anche se la struttura conserva ancora delle tracce di mano d’opera, probabilmente, risalenti ad epoche precedenti. La parte portante era costituita inizialmente da un carro con ruote che dal 1565 fu sostituito da una robusta slitta di legno. Sopra la slitta vi erano 12 ragazzini che rappresentavano gli apostoli in veglia attorno al corpo giacente della Madonna. Salendo si trovano nuvole ed angeli intorno alla rappresentazione, contrapposta, del sole e della luna. In cima c’è la figura di Cristo con alla sua destra la Vergine, entrambi sorretti da un globo terrestre. Durante il tragitto i manovratori si occupano di far funzionare particolari ingranaggi che muovono la struttura. 

Uno spettacolo mozzafiato composto da oltre 150 bambini sospesi per aria, infatti, fino al 1860 tutti i personaggi erano viventi, mentre oggi sono di legno e carta pesta. Una cerimonia rischiosa, ma che nel corso dei secoli ha fatto registrare solo due incidenti, entrambi senza nessuna conseguenza. Durante la manifestazione del 1680, la Vara si spezzò subito sopra il globo facendo precipitare nel vuoto sei bambini, nel 1738 fu l’asse del sole a rompersi provocando la caduta di quattro bambini. Evitata la tragedia, la popolazione gridò al miracolo, tanto che fu avviato un processo canonico che si concluse con il riconoscimento del miracolo.

 
Foto: Wikimedia


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