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 Home page > Tribuna Libera > La Svezia alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

La Svezia alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

Dal 26 maggio al 25 novembre 2018 quattro esposizioni curate da architetti svedesi saranno presenti alla Biennale Architettura a Venezia. Alla Serra dei Giardin,i in un padiglione provvisorio di legno in Viale Giuseppe Garibaldi 1254, ci sarà Greenhouse Garden: Reflect, Project, Connect. Il padiglione, realizzato dagli architetti di In Praise of Shadows, ospiterà una serie di seminari e workshop sull’architettura, l’ambiente edificato e sugli obiettivi globali dell’Agenda 2030. Un focus particolare sarà dedicato a come l’architettura e il legno possono contribuire alla attuazione degli obiettivi globali dell’Agenda 2030.

Plots, Prints and Projections è il titolo della mostra in cui verrà esposta una serie di installazioni spaziali di grandi proporzioni, frutto di uno studio sul difficile ruolo contemporaneo delle rappresentazioni architettoniche e sulle loro traduzioni in forma edificata, nel punto di incontro tra il legno, materiale dinamico, e l’industria manifatturiera. Da tale studio scaturiranno esplorazioni architettoniche delle transizioni che partono dai disegni architettonici, misurazioni, notazioni e istruzioni virtuali per la produzione fino alla loro manifestazione materiale, utilizzando il legno come materiale primario e vice versa. All’interno della storia della pratica dell’architettura, le varie modalità digitali e analogiche di rappresentazione architettonica seguitano ad essere le tecniche attraverso cui comprendere e studiare la disciplina dell’architettura Presso il Padiglione Nordico, progettato da Sverre Fehn nel 1962, sarà l'architetto finlandese Eero Lundén a curare il contributo nordico alla Biennale 2018. La mostra Another Generosity esplora, infatti, la relazione tra natura e ambiente costruito. Il Padiglione Nordico, è un omaggio a vari fenomeni naturali: luce, suoni e materiali, fusi in un'esperienza architettonica unica. L'installazione 2018 nel Padiglione nordico si basa sul concetto originale di Fehn e si interroga sul rapporto uomo-natura. Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma aspira a creare un'esperienza totale per i visitatori e ad essere un luogo per incontri e conversazioni durante la Biennale. Il progetto è commissionato congiuntamente dai direttori di tre musei nordici: Juulia Kauste, Museum of Finnish Architecture, Nina Berre, Norwegian National Museum of Art, Architecture and Design e Kieran Long, ArkDes (Swedens national centre for architecture and design). I tre musei si sono prefissi lo scopo di rendere il Padiglione Nordico una piattaforma stimolante per la ricerca, la creatività ed il confronto in architettura nonché di far conoscere ai visitatori le idee più innovative e appassionanti dell’architettura nordica. A partire da quest'anno, le istituzioni si alterneranno nello scegliere una figura di riferimento alla guida della mostra del Padiglione Nordico. Potrebbe trattarsi di un architetto, un ricercatore, un curatore o qualcun altro che abbia contribuito allo sviluppo dell'architettura. Le istituzioni, a turno, avranno il compito di soprintendere alla mostra nel padiglione, ed in tal modo tutti i paesi avranno la possibilità, nel corso di un periodo di sei anni, di guidare la commissione. Quest'anno, il Museum of Finnish Architecture è in prima linea, nel 2020 sarà invece il turno del Norwegian National Museum of Art, Architecture and Design e nel 2022 sarà ArkDes ad assumersi la responsabilità del Padiglione nordico. I tre musei collaborano ogni anno al finanziamento del progetto, fornendo un supporto particolare in modo che il contesto nordico sia parte integrante del lavoro degli architetti. La Svezia sarà, inoltre, presente con due mostre anche nel prestigioso Padiglione Centrale. Arkdes e Elizabeth Hatz Architects sono stati invitati a partecipare alla mostra principale della Biennale che quest’anno ha il titolo Freespace. In totale saranno 71 gli architetti provenienti da tutto il mondo che si impegneranno in un’indagine che sveli l'ingrediente freespace nei loro progetti.

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