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L’agenda del Ministro Riccardi

Il Ministro Andrea Riccardi si presente alla Commissione Affari Costituzionali della Camera per esporre le linee guida del Ministero: integrazione, cittadinanza e prolungamento di un anno del permesso di soggiorno.

L’agenda del ministro è chiara e prende a cuore il problema immigrazione in Italia. Il Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione, Andrea Riccardi, storico della Chiesa e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, lo espone davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati illustrando le linee guida del suo Ministero.

I cittadini stranieri sono sufficientemente inseriti nel tessuto sociale ed economico del Paese.” Afferma il ministro e, prendendo in esame i dati diffusi da Eurostat, il nostro paese è “tra le quattro nazioni europee che hanno il più elevato flusso migratorio, con persone provenienti da 192 paesi.”

Ma non solo. Ci sono dati molto più significativi, come i due milioni di famiglie italiane con almeno una persona straniera nel nucleo familiare, o il milione di bambini stranieri che vivono in Italia, di cui più della metà nati qui da genitori stranieri e per questo non italiani. Ma oltre i dati, le idee. Sta a cuore al ministro ripensare la legge sulla cittadinanza, soprattutto per i bambini nati qui, appoggiando le eventuali decisioni del Parlamento.

“E' necessaria un'azione decisa per valorizzare il percorso d'integrazione svolto finora dai cittadini stranieri nel nostro Paese da tanti anni che possono ormai definirsi migranti di seconda generazione. Deve prevalere una sorte di ius culturae perché questi giovani sono cresciuti immersi nella cultura italiana; nelle aule scolastiche vi sono numerosi bambini stranieri che effettivamente non solo parlano l'italiano, ma anche il dialetto'', spiega il ministro.

Ma non ci sono solo i minori nelle idee del ministro. Bisogna “prolungare il periodo per la ricerca di una nuova occupazione ad almeno un anno”, è la proposta nuova. Partendo da alcune considerazioni molto precise, e anche qui i ragionamenti sono dettati dai dati, “la Caritas, spiega il ministro alla commissione, conta circa 600mila permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi di famiglia e attesa occupazione che, in un anno, tra il 2009 e il 2010, risultano scaduti e non rinnovati".

Si può ipotizzare che circa la metà delle persone potrebbe tornare nei paesi di origine, 250-350mila rischiano di "finire nel preoccupante circuito dell'irregolarità". "La mia preoccupazione maggiore è perdere uomini, donne, lavoratori che già hanno fatto un pezzo di percorso di integrazione”, spiega Riccardi.

E poi l’importanza che deve ricoprire la scuola perché “luogo decisivo per l’integrazione dei bambini e dei genitori”, ma anche un’idea sulla Rai magari con programmi per aiutare ad imparare l’italiano, ricordando “Non è mai troppo tardi” del maestro Manzi.

E mentre nell’ex centro destra, PDL e Lega, i commenti non sono entusiasti, il ministro riceve l’applauso da UDC, PD, con il deputato Andrea Sarubbi (PD) autore di una proposta di legge per concedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia e i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante che hanno proposto dei permessi di soggiorno scaduti per consentire ai migranti di poter cercare un nuovo impiego.

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