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Istantanea di un’Italia che cambia - Istat

L’Istat con una foto istantanea del nostro Paese snocciola le cifre che più lo rappresentano in un documento di 35 pagine diffuso in questi giorni.

Dal territorio all’ambiente, dalla cultura alla giustizia, dall’economia al turismo, percorrendo tutte le sfumature del nostro vivere quotidiano esprime ‘L’Italia in cifre’ per il 2009.

Si parte dalla ripartizione dell’Italia nelle principali 3 macro zone del Nord con 8 regioni, del Centro con 4 regioni e del Mezzogiorno con 8 regioni. All’interno della suddivisione geografica vengono mostrati il numero di comuni per regione, dove capolista è la Lombardia con 1546 comuni ed in coda la Valle D’Aosta con 74 comuni.

Seguono i dati demografici di cui riporto i più rappresentativi con una popolazione residente di 59.619.290 abitanti, 3.432.651 stranieri residenti, 24.282.485 famiglie composte mediamente da 2,4 componenti ciascuna, raggiungendo in tal modo una densità di popolazione di 198 abitanti / Kmq.

Altro dato interessante è la densità di popolazione per regione che passa dai 428 ab./kmq della Campania, attraverso i 211 ab./kmq della Puglia, fino ai 39ab./kmq della Val D’Aosta fanalino di coda.

Parlando di ambiente ed acque marine balneabili si scopre che nel 1992 le coste con acque marine balneabili erano solo il 55,3% mentre nel 2007 sono passate al 67,4%.

Le aree montane sono invece suddivise con 5.532.035 di ettari al Nord, 1.576.067 di ettari al Centro, 3.502.908 di ettari nel Mezzogiorno.

Per quanto riguarda la tutela dell’ambiente il Comando dei Carabinieri operativo in questo settore ha riscontrato su un totale di 6.951 controlli effettuati 2.579 sono risultati non conformi riportando l’arresto di 144 persone e contravvenzioni per 14.419.010 di €.

Osservando un aspetto più ludico, si riscontra che i comuni con più piste ciclabili per ogni 100 kmq sono Torino con 91,8 Km e Bolzano con 91,7 ed in coda Cagliari con 2,3 km.

Saltando a piedi uniti alla raccolta differenziata in Italia riscontriamo che al Nord ha raggiunto il 42,4 % del totale rifiuti, al Centro il 20,8% e nel Mezzogiorno solamente l’11,6%.

Andando ad analizzare il numero di autovetture degli italiani per ogni 1000 abitanti nei capoluoghi di regione, abbiamo in testa una sbalorditiva Aosta con 2.104,3 vetture (questo dato è influenzato dalla minore tassazione per l’iscrizione di vetture), seconda Potenza con 702,7 vetture ed in coda Venezia con 422,6 vetture.

Andando ai dati anagrafici troviamo che le stime per ‘la speranza di vita’ per uomini e donne è prevista in 78,8 anni per gli uomini ed in 84,1 anni per le donne. Questo dovrebbe far si che l’arco di crescita della popolazione residente porti la popolazione italiana nel 2015 a 61,1 milioni di abitanti, nel 2040 a 62,2 milioni di ab. per riscendere nel 2050 a 61,7 milioni di ab.

Il numero dei matrimoni invece ha subito una frenata passando dai 273.695 del 1971 ai 250.360 del 2007, in crescita invece i divorzi da 17.134 del 1971 sono passati a 49.534 del 2007.

Parlando di eventi più tristi la mortalità infantile nel 1° anno di vita per 1000 nati vivi era di 112,9 casi nel 1931 per arrivare a 3,6 casi nel 2006.

Anche per le interruzioni di gravidanze per ogni 1000 donne residenti si è passati da15,3 casi del 1980 agli 8,8 casi del 2006.

Arriviamo ai detenuti in carcere per ogni 100.000, sono passati dai 142,8 del 1926, al punto più basso con 53,2 del 1976 per arrivare al 2007 con 81.7 detenuti.

L’istruzione invece ci indica che tasso di scolarità nella popolazione tra i 14 ed i 18 anni nelle scuole secondarie di secondo grado è passato dal 57,7% del 1985/86 al 93% del 2007/08.

Raggiungiamo il settore del lavoro dove gli occupati nei vari settori nel 1998 erano suddivisi in 5,3% in agricoltura, 31,9% nell’industria ed il 62,8% nei servizi. Nel 2008 le cose sono cambiate con una occupazione del 3,8% in agricoltura, il 29,7% nell’industria ed il 66,5% nei servizi.

Nel mondo del lavoro nel 2008 la suddivisione viene fatta tra lavoratori a tempo pieno con 20,05 milioni di occupati e 3,35 milioni a tempo determinato.

Mentre i pensionati si suddividono in 7.895.609 al Nord, 3.277.842 al Centro e 5.094.328 nel Mezzogiorno.

Passando all’economia salta all’occhio la pecentuale di incidenza del debito pubblico sul PIL che passa dal 114,9% del 1998al 103,5% del 2007 fino ad arrivare al 105,8% del 2008, questo non può certo rallegrarci.

Quello che ho qui riportato è solo un sunto del più completo documento ‘Italia in cifre 2009’ raggiungibile sul sito dell’ISTAT.

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