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Il significato politico del consenso per la Lega nel Mezzogiorno e le elezioni comunali a Potenza

La Lega cresce anche nel Mezzogiorno e la domanda che in molti si fanno è come può un meridionale votare per Salvini quando questi ha detto di tutto e di più contro il sud e i terroni? L’idea di fondo che anima la Lega è l’autonomia regionale. Tutti, da Nord a Sud, si sentono sfruttati dallo Stato centrale. 

Se fino a dieci, venti anni fa le istanze autonomiste appartenevano solo al nord oggi è un sentimento fortemente diffuso. Non a caso da un sondaggio pubblicato dall’Istituto Demos di qualche tempo fa la maggior parte degli italiani sentono di appartenere in primo luogo alla propria regione e alla propria città.

La risposta alla domanda del perché un meridionale vota Salvini e quindi Lega è da ricercare nell’idea autonomista. Il voto delle comunali del 26 maggio a Potenza sarà un voto di contestazione del potere dello Stato centrale e nel contempo ricerca di una nuova identità. Nell’opinione pubblica potentina e più in generale lucana, il rifiuto del centralismo coincide con il rifiuto dell’opzione politica rappresentata dal PD, dal centro sinistra e più in generale da tutto ciò che richiama in qualche modo le esperienze politiche che hanno governato la Regione e la Città di Potenza nell’ultimo quarto di secolo.

Non essendo ancora noti i risultati elettorali ciò che sostengo scaturisce dall’analisi della campagna elettorale, dei candidati e delle rispettive coalizioni. La tenzone, fatemi passare questo termine da giostra medievale, è tra Guarente candidato della coalizione di centrodestra, Andretta candidata del centrosinistra e Tramutoli espressione di una coalizione che richiama sostanzialmente la sinistra c.d. radicale. Per gli errori fatti nella composizione della Lista e nella scelta del candidato sindaco il M5S deve sperare di superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale per i comuni che superano i 15.000 abitanti. Il candidato sindaco Tramutoli alle ultime elezioni regionali, nelle quali era presente, a Potenza ha superato il 9% dei consensi. Risultato in larga parte personale da ricondurre all’essere docente universitario dell’UNIBAS ben inserito negli ambienti della borghesia potentina.

La candidata del centrosinistra Andretta un tempo l’avremmo definita di apparato. Amministratrice comunale uscente passata dal PD ad Art. 1 Mpd Andretta è sinonimo di Roberto Speranza. Il voto per Andretta sarà un giudizio politico sull’operato dello stesso Speranza. Il centrodestra ha candidato Guarente, rappresentante del ceto politico della destra e nello specifico della Lega. Una parte di elettorato potentino vede nell’autonomia regionale la base per creare la nuova identità della Città da qui il consenso alla Lega. Se la Regione acquisisce autonomia non è da escludere che essa abbia bisogno di una “capitale” nella quale accentrare le funzioni amministrative e burocratiche. In questo dato il ritorno all’identità originaria della Città di Potenza. Nell’opinione pubblica ha preso piede l’idea che le risorse per sostenere un tale progetto ci sono e che per essere utilizzate al meglio c’è bisogno dell’autonomia regionale. Le risorse sono: il petrolio, l’acqua, lo spazio, i giacimenti ambientali e culturali. Che i potentini stessero maturando una sorta di contestazione verso lo Stato centrale si capisce dal voto espresso al referendum abrogativo dell’art. 38 del c.d. “Sblocca Italia”. 

Al netto degli aspetti ideologici e culturali legati alla difesa dell’ambiente l’opinione comune è che lo Stato centrale stia depredando il territorio lasciando le briciole ai lucani o meglio più che le briciole stia lasciando malattie e inquinamento e nessuno sviluppo. Non bisogna dimenticare che con quel referendum i potentini hanno bocciato il governo dell’epoca e cioè Renzi, il PD e il centrosinistra. Il vero ed unico avversario della proposta politica espressa dal centrodestra a guida Lega poteva essere il M5S se già a partire dalle elezioni regionale avesse ragionato in termini di coalizione e in ambito cittadino avesse messo da parte le istanze identitarie cercando di fare una lista forte guidata da un sindaco competitivo. Purtroppo il M5S ha perso un’occasione e penso proprio che al suo interno si aprirà un confronto molto franco. Il risultato che uscirà dalle urne porterà al ballottaggio. Tra Tramutoli e Andretta gli elettori sembrerebbero più propensi a scegliere Tramutoli. Le ragioni di una tale scelta sono da ricondurre alle responsabilità politiche attribuite al PD e al centrosinistra. Tra Andretta e Tramutoli è il secondo che potrebbe impensierire Guarente. Impensierirlo non equivale ad automatica certezza di vittoria. Il centrodestra è fortemente motivato.

Lo scontro palesatosi nell’ultima settimana tra il Centrosinistra e Tramutoli dice due cose: i due elettorati non sono sommabili e la differenza tra i due schieramenti non è poi così elevata. La sensazione di un Tramutoli in forte crescita e di una Andretta in affanno è di tipo psicologico. Tramutoli alle regionali ha preso il 9,3 % dei voti, il fatto che il consenso sia in crescita comunica ottimismo il che non equivale necessariamente a sicura vittoria. Diversamente da Tramutoli, il centrosinistra partendo da un consenso elettorale più ampio e non riuscendo a crescere vive la competizione elettorale con senso di frustrazione e di impotenza la qual cosa non significa che non possa andare al ballottaggio. La percentuale del centrosinistra alle regionali è stata di oltre il 31% cioè il triplo dei voti di Tramutoli. La mia ipotesi è che a vincere le elezioni sarà il candidato e la coalizione che interpreterà al meglio la contestazione verso il potere centrale e da questo punto di vista il candidato sindaco del centrodestra ha maggiori canches. In aggiunta c’è anche da dire che, a differenza degli altri due candidati, l’idea di una Città che recuperi la propria identità di “capitale” regionale passa solo se è in sintonia con il governo regionale. La Lega alle ultime regionali a Potenza ha superato il 17 % dei consensi che equivale a circa la metà dei 15.688 voti presi dalla coalizione di centrodestra risultando azionista di maggioranza della coalizione.

Un risultato di questo tipo peserà molto sulle scelte politiche che il Presidente Bardi dovrà fare a maggior ragione se il Sindaco sarà espressione dello stesso segno.

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